Mostra del Cinema di Venezia: l'Italia sa farsi largo tra l'Oriente e Hollywood

ROMA. Dalla fabbrica che se ne va in Cina, raccontata da Gianni Amelio in 'La stella che non c'e" alla saga di Emanuele Crialese ('Nuovomondo") su una famiglia siciliana che va a cercare lavoro in America all'inizio del '900, fino ai Dialoghi di Leucò di Cesare Pavese trasformati in un film da Straub e Huillet. E' il cinema italiano che corre per il Leone d'oro. Ma alla 63esima Mostra di Venezia, tra lontano oriente e Hollywood (27 paesi rappresentati, dagli Usa la pattuglia più ampia) l'Italia occupa ben un sesto della selezione, con un totale di dieci lungometraggi tra fiction, documentari, eventi speciali.
C'è davvero di tutto. Ad iniziare dall'evento speciale fuori concorso, 'Lettere dal Sahara" di Vittorio De Seta. Il film, soggetto e sceneggiatura sempre di De Seta, cast multietnico, racconta di Assane che lascia l'università nel suo paese, il Senegal, e viene a cercare lavoro in Italia. Dallo sbarco a Lampedusa, a Firenze, a Torino, dove finalmente riesce ad avere un permesso di soggiorno, un lavoro in fabbrica, degli amici. Fino alla decisione di tornare in Senegal dopo un'aggressione razzista. Nella sezione Orizzonti, altri tre eventi speciali: 'Kill Gil vol.II" (la prima parte della rinascita di Gil Rossellini dopo tre settimane di come è stata raccontata l'anno scorso sempre a Venezia), 'Pasolini prossimo nostro" di Giuseppe Bertolucci e 'Il mio paese" di Daniele Vicari. In Orizzonti doc con 'Bellissime seconda parte" continua il racconto di Giovanna Gagliardo, fatto con spezzoni d'archivio e immagini di repertorio delle donne del'900, da Tina Anselmi e Barbara Contini alle sconosciute prime ragazze madri e adolescenti in minigonna. E ancora, il 'Quijote" prima prova cinematografica del maestro dell'arte contemporanea Mimmo Paladino, nel cast il cantante degli Avion Travel, Lucio Dalla, Alessandro Bergonzoni. Dal regista del Paolo Borsellino tv, Gianluca Tavarelli, 'Non prendere impegni stasera", l'ultima proposta italiana in Orizzonti: la storia di coppie di quarantenni in crisi. E sembra chiudersi un immaginario cerchio con quel film di Amelio che apre la selezione di Venezia 63, 'La stella che non c'è" che affronta il tema, per anni negletto e riportato all'attenzione dal monito del Presidente Napolitano: la morte sul lavoro. Protagonista Sergio Castellitto, il film continua la storia della dismissione dell'Ilva di Bagnoli, raccontata da Ermanno Rea. Vincenzo-Castellitto, incaricato di passare ai cinesi l'impianto si rende conto che tra le macchine partite per la Cina ce n'è una difettosa che ha già causato, anni prima, la morte di un operaio. Parte allora accompagnato da una giovane interprete (Tai Ling) per ritrovare la macchina e metterla in condizioni di sicurezza.