Lodola, omaggio a Gandhi

PAVIA.Un inconsueto Gandhi nero, vestito di bianco. Sullo sfondo, due torri gemelle colorate di arcobaleno. Due torri che formano anche un grande 'undici": l'11 settembre.
La nuova scultura di Marco Lodola è un'opera contro terrorismo, razzismo, guerra, «per quanto io - avverte l'artista - non sia cosi marchiatamente pacifista: credo che di questo termine si sia un po' abusato negli ultimi tempi. Comunque si, è un monumento per la pace». E c'è lo zampino di Red Ronnie. L'opera sarà presentata dalla Galleria Spagnoli di Firenze il prossimo 9 settembre a Simeri (Catanzaro). Il titolo è Cento11 Gandhi e riflette la ricchezza di interpretazioni che si possono dare a questa realizzazione luminosa in plexiglass, alta due metri, una tecnica artistica che ha fatto le fortune del cinquantunenne Marco Lodola.
Può descriverci brevemente il contenuto della sua opera?
«Essa celebra il centenario della nascita del movimento non violento di Gandhi in Sudafrica, che iniziò da un gesto di protesta passiva contro l'apartheid a Johannesburg, l'11 settembre 1906. Questo giorno dell'anno è al centro di una coincidenza astrale incredibile: il prossimo 11 settembre è anche il quinto anniversario degli attentati di New York che distrussero le Torri Gemelle. Nella scultura ho riunito idealmente e fisicamente tali concomitanze, dando un messaggio di pace».
Che ruolo ha avuto Red Ronnie?
«Quella con Red è un'amicizia che viene da lontano e nasce dalla mia profonda passione per la musica. Gli ho realizzato anche la scenografia per Roxy Bar. La coincidenza dell'11 settembre è un'idea che ci è venuta quasi assieme, ma è lui che mi ha spinto a concretizzarla in questa scultura. L'immagine dell'opera sarà sulla copertina del prossimo numero del suo mensile musicale».
Come mai sarà presentata in Calabria?
«E' soltanto la prima data di un tour in cui porteremo Cento11 Gandhi in Italia e in tutto il mondo. L'incontro a Simeri prevede anche la proiezione di un documentario intitolato Satjagraha: 100 years of nonviolence, diretto da Rob Grajdon e interpretato da Arun Gandhi, nipote del Mahatma».
Dove verrà collocata definitivamente?
«Ancora non è stato deciso. Forse ne faremo omaggio a qualcuno di meritevole, magari allo stesso nipote di Gandhi. Dipenderà dai posti dove andremo e dalle persone che incontreremo».
Lei ha scelto di vivere a Pavia: come è il suo rapporto con questa città?
«Avrei potuto vivere in qualsiasi città del mondo, ma ho scelto Pavia per la tranquillità che sa darmi. Dalle altre città traggo una forte energia, però poi mi piace filtrarla attraverso la pace dei luoghi in cui sono nato». (f. mec.)