Abbandonati solo perché vecchi

VIGEVANO.L'Adai, associazione difesa animali interregionale, si occupa della gestione del canile municipale e del problema del randagismo da anni. Tutti i giorni. Cani anziani, giovani, di piccola taglia ma soprattutto di grossa taglia che arrivano e cercano un padrone. Come Pal, un rottweiler di circa 10 mesi a coda mozza, Grosso, un pitbull nero, giovane, «chiamato cosi in onore del difensore dell'Italia che ha fatto gol quando lo abbiamo trovato» spiega Mariuccia Bono, presidente dell'associazione. E ancora Zorro, un chow-chow bianco, splendido, o Squalo, timido cucciolo di rottweiler a coda lunga. Al canile si vive cosi, di piccole, grandi storie, di ricordi e dolori, da leggere negli occhi dei cani che arrivano. «Come la malinconia infinita negli occhi di quella cagnolona arrivata senza segni di riconoscimento, che si è semplicemente allontanata da casa sua seguendo un gruppo di ragazzi, e della felicità immensa di quando i suoi padroni sono arrivati a prenderla».
Purtroppo l'estate significa anche abbandoni, ma non solo. Il trauma dell'abbandono, è molto più pesante da sopportare per un cane anziano. «E' triste, tristissimo per chi lo subisce - dice- ma squalificante per chi lo fa. Sono arrivati tre cani negli ultimi giorni - dice - e con l'uso del microchip riusciamo a rintracciare i proprietari di diversi cani che si sono smarriti». Oltre agli abbandoni e gli smarrimenti, ci sono anche i ritorni. Di cani adottati anni fa che vengono restituiti dai proprietari per i più svariati motivi. In genere cani di grossa taglia e di età adulta. Sono un centinaio i cani ospiti avanti con l'età, tornati da adozioni precedenti o abbandonati. «Come associazione - spiega ancora Bono - ci facciamo garanti della vita degli animali, per cui ci prendiamo cura di cani che sono stati adottati da anni, e che tornano di nuovo da noi per una svariata serie di motivi. L'Adai è un'associazione in difesa degli animali, non è possibile comportarsi diversamente».
Occuparsi di un canile, e farlo per amore dei cani, vuol dire tempo, energie, cure e mantenimento di una struttura, quella vigevanese, che funziona. «Aumentano le persone che vengono a trovare i cani la domenica - spiega Bono - I nostri cani sono felici di uscire. Gli basta poco, si accontentano» spiega. Il caldo si fa sempre più opprimente. «Spero che cessi. Facciamo molte terapie, ma non abbiamo perso nemmeno un cane». (i.c.)