«L'edicola è anche un luogo per poter socializzare»

BINASCO. «È da 12 anni che faccio questo lavoro e mi piace moltissimo - racconta Teresa Echelli, detta 'Terry", de 'L'edicola dei Portici" -. C'è un continuo contatto con la gente ed è questa la cosa che mi è sempre piaciuta in questo mestiere. La mia edicola è un luogo di incontro, l'ho impostata cosi in modo da avere un rapporto confidenziale con i clienti, un rapporto che forse non si trova in nessun altro tipo di esercizio commerciale. In questi anni ho potuto rilevare che l'acquisto dei quotidiani si potrebbe definire di 'natura maniacale", ovvero, difficilmente il lettore cambia il quotidiano a cui è affezionato».
«Piuttosto di cambiare testata il lettore preferisce non acquistare nulla. Invece in caso di eventi straordinari, come ad esempio la vittoria dei mondiali di calcio in Germania, il quotidiano viene comprato anche da chi di solito non legge, ed alcune persone acquistano due o tre copie dello stesso giornale da tenere come ricordo». «Per quanto riguarda la classifica delle vendite - spiega Terry -. Metterei al primo posto il 'Corriere della sera", al secondo posto 'La Provincia Pavese" a pari merito con 'La Gazzetta dello Sport" e sta crescendo molto la vendita di 'Libero". Alcuni clienti che si sono trasferiti a Binasco da altri posti mi chiedono giornali come 'Il secolo XIX" di Genova, 'La Libertà" di Piacenza e 'Il Messaggero" di Roma perché vogliono rimanere in contatto con le loro zone di origine. Anche i giornali di gossip si vendono, anzi, si può dire che vadano a ruba, cosi come le riviste e i fascicoli pubblicizzati in Tv. Una cosa molto bella è l'osservare le varie fasi della giornata con i gesti e gli atteggiamenti delle persone che cambiano con il passare delle ore: al mattino sono tutti di corsa e, mano a mano che le ore scorrono, i ritmi rallentano e, ad un certo punto, tutto si calma. L'edicola è il posto in cui tutti vengono a chiedere le informazioni tanto che avevo pensato di mettere un cartello con la scritta 'ufficio informazioni"».
Davide Vitellaro