Vittorio Emanuele libero, divieto di espatrio
POTENZA. Il Tribunale del Riesame di Potenza ha rimesso in libertà Vittorio Emanuele di Savoia, ma gli ha imposto di non lasciare l'Italia. Per i giudici potentini ci sono gravi indizi contro di lui per il reato di associazione per delinquere, ma le esigenze cautelari si sono ormai affievolite. I giudici del Riesame di Potenza non hanno revocato la misura cautelare contro il principe, l'hanno solo attenuata: dagli arresti domiciliari ai divieto di espatrio. Abbastanza per permettergli di uscire dal lussuoso appartamento ai Parioli dove è stato confinato per quasi un mese.
Vittorio Emanuele aveva aspettato ben 56 anni per poter rientrare finalmente in Italia dopo l'esilio ed ora è condannato a rimanervi. L'esilio durava dal 13 giugno 1946. Nel 2002, il 23 dicembre, Vittorio Emanuele, accompagnato dalla moglie Marina Doria e dal figlio Emanuele Filiberto, rientrò in Patria atterrando all'aeroporto di Ciampino. «Un'emozione indescrivibile - fu la prima dichiarazione del principe - non ho parole per esternare i mie sentimenti».
«L'unica misura attualmente applicata nei confronti del principe è il divieto di espatrio», ha dichiarato l'avvocato Giulia Bongiorno annunciando che è «molto probabile» che la prossima settimana Vittorio Emanuele tornerà davanti ai magistrati per un nuovo interrogatorio.
Per il Riesame, Vittorio Emanuele non può più ripetere il reato o inquinare le prove, ma potrebbe sempre fuggire. Di qui il permanere di una misura cautelare contro di lui, seppure attenuata. Il principe nei giorni scorsi si era visto revocare gli arresti domiciliari dai gip di Como (per l'inchiesta sulla corruzione al sindaco di Campione d'Italia) e di Roma (per l'inchiesta sulla corruzione ai Monopoli di Stato). Rimaneva ai Parioli soltanto per il filone potentino dell'indagine, quello sull'associazione per delinquere generica, insieme alla sua «corte» di faccendieri. Il gip Alberto Iannuzzi, lo stesso che aveva disposto l'arresto il 16 giugno scorso, il 5 luglio aveva respinto la richiesta di remissione in libertà. La difesa ha fatto appello al Riesame. «Per quello che seguirà adesso ho piena fiducia nella giustizia italiana e la verità, la vera verità, verrà fuori perchè la giustizia, se uno la va a cercare, esiste», ha detto Vittorio Emanuele.