Fondi per le sale operatorie
STRADELLA.Ancora un milione di euro per l'ospedale unificato di Broni-Stradella. fondi che la Regione aggiunge ai 22 milioni di euro necessari a realizzare ex novo la struttura per aggiungere al progetto una sala operatoria attrezzata con tecnologie d'avangiardia. Il 'finanziamento suppletivo", se cosi si vuole chiamarlo, è stato deliberato ieri dalla giunta del Pirellone su proposta dell'assessore regionale alla sanità Alessandro Cè, d'intesa con l'assessore Giancarlo Abelli, referente territoriale per l'Oltrepo. La Giunta Regionale, ieri mattina, ha disposto di integrare il finanziamento per l'Azienda ospedaliera della provincia di Pavia con un milione e 100mila euro da destinare ad attrezzature sanitarie finalizzate all'acquisizione di un gruppo operatorio di avanzata concezione tecnologica per il nuovo polo sanitario dell'Oltrepo orientale. Il nuovo ospedale unificato, è in fase di realizzazione e dovrebbe diventare operativo nei tempi programmati: all'apertura (prevista entro la fine del 2007) disporrà di tecnologie di ultima generazione, tenuto conto che il finanziamento straordinario appena erogato dala Regione va ad aggiungersi al consistente ricavo della dismissione dell'ospedale Sola Forni Gazzaniga di Stradella la cui procedura di cessione, già autorizzata dalla Regione, è in fase di approntamento. Il cantiere del nuovo ospedale di Broni-Stradella, nel frattempo, procede: la struttura entro il mese di settembre sarà alla copertura e dovrà essere completata entro la fine del 2007. Grande opera che rappresenta anche la voce di spesa più importante per quel che riguarda l'Oltrepo: 22 milioni e 310 mila euro su un totale di 36 milioni e 200mila ero che rappresentano il 70 per cento degli investimenti regionali destinati alla provincia di Pavia.
Quanto al futuro del vecchio polo ospedaliero, sembra segnata la strada della trasformazione in un polo riabilitativo e di lunga degenza: un polo delle dimensioni necessarie a dare risposte appropriate e adeguate alle esigenze di un territorio in cui, esattamente come nel resto del nord Italia, il progressivo invecchiamento della popolazione mette di fronte alla necessità di rivedere i programmi a medio termine della sanità. (s. ro.)