Le confraternite del buon cibo

LINAROLO.Una serata dedicata al prodotti tipici pavesi ed, in particolare, quelli difesi, promossi e valorizzati da Coenobium, la confederazione delle confraternite eno-gastronomiche: è cosi che la solerte Pro Loco di Linarolo, nel quadro del 'Luglio Linarolese" (sport, musica, arte e gastronomia...), ha avuto la pregevole idea di presentare ad un folto pubblico di appassionati di tradizioni locali alcuni piatti tipici della terra pavese e di 'garantirne" la qualità e la provenienza attraverso un presidio di alcune confraternite.
Il presidente della Pro Loco, Matteo Brera, nel presentare la serata ha detto: «Vogliamo consolidare la tipicità di alcuni prodotti e di ricette tipicamente pavesi. Ed è giusto tributare alle confraternite di Coenobium un plauso per il loro impegno volontaristico e costante a difesa di queste tipicità».
E ai buongustai di Linarolo sono stati presentati i salumi che ancora si producono in paese secondo antichi rutuali, la 'raspadura" preparata al momento con l'uso di grana-padano ancor giovane proveniente dalle latterie della zona dalle sapienti mani di Francesco Pacchiarini e Giovanni Ripa della Confraternita della Raspadura di Torre d'Isola. E poi un nobile risotto alla pasta di salame e bonarda con l'uso di riso Cranaroli delle locali risaie preparato dal cuoco di origini greche Dimitri Geroutis e da Leonardo D'Alessandro; ed ancora una ormai rara frittella preparata con le zucche coltivate negli orti del paese ed addolcite da zucchero velo.
E poi i vini del vicino Oltrepo con Bonarda e Riesling su tutti...
Il presidente di Coenobium, Gigi Rognoni, ha presentato i sodalizi presenti all'evento: la Confraternita del Cotechino Magro di Spessa Po con il presidente Gianni Terzi, la stessa Confraternita della Raspatura con il presidente Michele Trombetta, la Confraternita del Risotto con il portavoce Stefano Calvi. Nel messaggio di Rognoni lo scopo di questi eventi conviviali pubblici: 'Le confraternite pavesi si sono organizzate per ridare slancio alle tipicità locali altrimenti dimenticate. Vogliamo che e nei menù dei ristoranti provinciali spicchino sempre proposte gastronomiche della tradizione pavese, alla cui base stanno prodotti agro-alimentari spiccatamente locali". (p.c.)