A Pavia la Scuola di Politica
PAVIA. La Città dei Saperi si arricchisce di un nuovo sapere all'occhiello. E lo offre all'Italia. Nascerà infatti a Pavia all'inizio del 2007 la Scuola Nazionale di Formazione Politica, diretta dal filosofo Salvatore Veca. A promuoverla è l'associazione Libertà e Giustizia, presieduta da Sandra Bonsanti e che ha come garanti Gae Aulenti, Giovanni Bachelet, Enzo Biagi, Umberto Eco, Claudio Magris, Guido Rossi e Umberto Veronesi. A organizzare materialmente l'attività della Scuola sul territorio sarà il Circolo provinciale di Libertà e Giustizia, guidato da Antonio Ricci.
A LeG pavese, che per prima ha elaborato e sviluppato il progetto, il consiglio di presidenza e il direttivo nazionale hanno affidato il compito di organizzare la scuola. Allo scopo è nata la segreteria operativa di cui è responsabile Sisto Capra. La Scuola avrà la sede di rappresentanza in viale Partigiani. E in queste settimane parte la campagna di raccolta di adesioni per dare vita al Comitato locale dei sostenitori. Il lancio della Scuola sarà a settembre. Attualmente si sta lavorando a costituire il Comitato scientifico nazionale.
«Da quasi un anno - spiega Veca - Libertà e Giustizia sta lavorando all'idea, che io e altri nutrivamo da tempo e che avevo lanciato in un incontro con il coordinatore del comitato di Libertà e Giustizia della provincia Antonio Ricci, di dare vita a iniziative ed eventi di formazione di cultura politica. Quando Ricci mi illustrò le proposte formulate per articolare l'attività del circolo che si intendeva costituire, subito pensai che si sarebbe potuto creare a Pavia una Scuola di Formazione Politica. Non era un'idea molto originale. Significativo era il fatto che l'iniziativa prendesse le mosse proprio da Pavia, la Città dei Saperi».
«Le ragioni per cui si avvertiva questa necessità - prosegue Veca - erano molto semplici. Nell'ultimo quindicennio abbiamo assistito in Italia alla completa trasformazione del sistema della rappresentanza politica. A partire dagli anni novanta, poi il quadro istituzionale si è azzerato. Come è noto, le culture politiche ai più vari livelli sono ereditate. Mentre il sistema dei partiti, le forme della politica, le responsabilità di governo a livello italiano e locale sono andate incontro a un enorme cambiamento, un vero e proprio terremoto - pensiamo solo alle leggi elettorali che si sono susseguite a partire dal 1993 - inserito in un quadro geopolitico mondiale di trasformazioni ancora più sconvolgenti, una cosa non è mai cambiata nel nostro Paese: il pacchetto di cultura politica ereditato dai partiti a largo insediamento sociale nati nella seconda metà del 20ºsecolo, con l'intero bagaglio di culture, valori e compiti. Questo pacchetto è rimasto fino a un periodo recente inalterato».
«Da questa considerazione - continua Veca - si è preso le mosse per mettere a punto un primo progetto. E' quello che oggi presentiamo in anteprima al pubblico pavese. Libertà e Giustizia considera prioritario ripartire dalla formazione nella politica, dando vita a un laboratorio culturale che chiama, per l'appunto, Scuola di Formazione Politica. Che non è e non sarà una scuola di partito. La Scuola nazionale di Libertà e Giustizia avrà sede a Pavia. Uno spazio di ricerca non partitico ma culturale, in grado di dare risposte convincenti alla legittime richieste della società italiana. Si tratta di un lavoro che ci vedrà impegnati a rimettere in campo risorse umane, professionali, organizzative originali, innovative e autonome, in grado di sollecitare una discussione che rispecchi dinamiche profondamente diverse da quelle che spesso prevalgono nel ceto politico attuale, condizionandone negativamente la capacità di elaborazione progettuale e di azione politica».
Libertà e Giustizia pensa di articolare la Scuola in quattro moduli, che si svolgeranno a gennaio, febbraio, marzo, aprile. Ogni modulo comprenderà lezioni al venerdi pomeriggio e al sabato mattina. Docenti saranno alcuni tra i più prestigiosi esperti italiani nelle più diverse discipline. Le iscrizioni saranno a numero chiuso. Il primo modulo avrà per tema «I valori per la politica». Il secondo «I livelli di governance: dal Comune all'Europa sino all'Onu». In altre parole, l'evoluzione delle istituzioni. Il terzo si occuperà delle «Politiche pubbliche»: sanità, fiscalità, assistenza e cosi via. Il quarto: «Le scelte controverse» o 'eticamente sensibili": bioetica, testamento biologico, utilizzo delle cellule staminali,, ricerca scientifica, multiculturalismo, crescente pluralismo religioso e ciò che investe il rapporto tra etica, religione e politica. La Scuola sarà a numero chiuso, rivolta ai giovani soprattutto intenzionati ad avere esperienze amministrative e con una uguale partecipazione di uomini e donne.