Iraq: autobomba a Kufa e Kirkuk, oltre 70 i morti
ROMA.Ancora sangue sciita, in un mercato affollato di gente. Questa volta a piangere i suoi morti è la città irachena di Kufa, sventrata da un'autobomba che ha provocato oltre 50 morti e più di cento feriti. Ieri l'arresto di quattro capi della brigata Omar legata ad Al Qaida è l'unica buona notizia dal'Iraq. Il kamikaze di Kufa si è fatto esplodere a qualche decina di metri dalla moschea con la cupola d'oro.
Fonti ospedaliere indicano un bilancio di 59 morti e 139 feriti. L'automobile è saltata in aria quando il kamikaze ha attirato lagente in cerca di lavoro con il grido «Ho bisogno di operai».
Secondo il quotidiano americano «New York Times», nel mese di giugno solo a Baghdad sono state uccise 2.020 persone. L'attentato di Kufa getta nuova benzina sul fuoco: lo ha confermato il governatore della vicina città «santa» di Najaf. «Dietro l'attacco ci sono i criminali del Baath», ha ringhiato Assad Abu-Kalal. E una fossa comune che nascondeva i resti di almeno quattordici civili massacrati a sangue freddo è stata localizzata dalle forze di sicurezza irachene nei pressi di Mahmoudiyah, la cittadina situata a sud di Baghdad nel famigerato «Triangolo della Morte». I cadaveri, tutti con le mani legate dietro alla schiena e gli occhi bendati, presentavano evidenti segni di torture.
Infine la testa mozzata di una giovane donna è stata usata come trappola esplosiva nei pressi di Tikrit. La testa era in mezzo alla strada. Un fotografo dilettante l'ha toccata è stato dilaniato da una esplosione.
Indine otto iracheni, fra cui sei poliziotti, sono stati uccisi dall'esplosione di una bomba contro una pattuglia di polizia nella regione di Kirkuk, in Iraq settentrionale.