Rischia di morire per salvare la figliastra
VIGEVANO. Tentato omicidio in centro città: tre albanesi hanno cercato di ammazzare un connazionale a coltellate, sabato sera, dopo una lite per salvare l'"onore" della figliastra 14enne dell'aggredito. I carabinieri hanno fermato tre albanesi, accusati di aver ferito Emilian Myslihaka, 24 anni, muratore. Vive a Gravellona con la compagna, un 'italiana di 46 anni, e la figlia di lei. E' in prognosi riservata, con il polmone sinistro bucato da una lama, ricoverato in Rianimazione. Sono in cella Oltion Xhika, 23 anni, il fratello Arben, 25 anni, irregolari, e Ajet Kume, 28 anni, autista 'regolare".
Antefatto: alle 22.30 di sabato, Emilian Myslihaka arriva al bar Cavour (ex bar Portici) di via Cavour con la convivente, su una Seat Ibiza. Su una Renault Scénic, un'amica 27enne della coppia, e la 14enne. I quattro si siedono a un tavolo del caffé, dove ci sono anche i tre albanesi. Partono apprezzamenti sulla ragazzina, il 'patrigno" la difende. Volano insulti, calci e pugni fra connazionali. Poi le due auto con i loro occupanti ripartono, per fermarsi non lontano, in piazza Calzolaio d'Italia. Emilian resta in macchina, le donne si incamminano verso corso della Repubblica, dirette al Bingo. Ma i tre albanesi li seguono su un furgone, con l'insegna del supermercato dove lavora Ajet Kume, che è alla guida. «Dov'è tuo marito? Gli tagliamo la gola». La 46enne chiama il compagno col cellulare. Poco dopo lui arriva, carica le tre donne in macchina e cerca di scappare, proseguendo contromano in corso Repubblica verso Piazza Lavezzari, sede di procura e tribunale.
Il furgone blocca l'auto nella piazza, due albanesi scendono. Davanti a decine di persone - è sabato sera, in castello c'è il concerto di Keith Emerson - con un martello Arben Xhika spacca il vetro del finestrino lato passeggero. Oltion Xhika apre l'altra portiera e tira una coltellata al connazionale, mancando il cuore di pochissimo. I tre poi scappano sul furgone. Sono le 23.30, all'incirca. Il ferito si fa accompagnare al Pronto soccorso: lo ricoverano con una ferita all'emitorace sinistro, con pneumotorace e versamento pleurico. Cinque giorni di prognosi per la convivente, ferita da schegge di vetro alla testa. Fra l'1.30 e le 3, i tre aggressori sono stati fermati dai militari. Oltion Xhika, che vive in via Mulini - dove sono stati recuperati vestiti sporchi di sangue - è stato trovato seduto a un tavolo del Bingo. Si era cambiato d'abito, ma aveva due coltelli, uno con 19 centimetri di lama e l'altro con 9, nella cintura. Il fratello era a casa, in via De Amicis 32/D, con i vestiti sporchi di sangue e frammenti di vetro addosso. Anche Ajet Kuma era in casa sua, in via Della Gioia 58, dove era parcheggiato il furgone. Dentro è stata trovata un cassetta degli attrezzi, con il martello usato presumibilmente per spaccare il vetro dell'auto.