Truppe israeliane penetrano in Libano
ROMA. «Non ci fermeremo finchè non libererete i soldati rapiti, non vivremo sotto la minaccia terrorista e colpiremo ovunque». L'avvertimento del premier israeliano Olmert agli Hezbollah, che mercoledi scorso hanno rapito due soldati della Stella di David, arriva al termine della sesta giornata di sangue in Medio Oriente. Giornata che ha visto le forze di terra israeliane entrare nel sud del Libano e i cacciabombardieri continuare a martellare il Paese facendo una nuova strage di civili in fuga. Dal fronte opposto gli Hezbollah sono tornati ad attaccare Haifa e hanno fatto sapere che non accettano condizioni per il cessate il fuoco. Ma ieri anche il sud d'Israele è stato attaccato da razzi palestinesi. E se Olmert accusa ancora una volta Teheran e Damasco di essere «l'asse del male» che dà ordini alle organizzazioni terroristiche, l'Iran dal canto suo garantisce il suo appoggio alla Siria in caso di aggressione.
Truppe in Libano. Ieri forze di terra israeliane sono entrate nel sud del Libano per attaccare le basi di Hezbollah sul confine secondo quanto riferito da un portavoce del governo. Ma fonti militari precisano che si tratta di unità che operano in Libano per «operazioni sporadiche». E secondo lo Stato Maggiore l'offensiva durerà «almeno un'altra settimana».
Strage a Sidone. Un missile israeliano ha colpito un pulmino a Rmeileh, a sud di Beirut, e i dodici occupanti, fra cui due donne e tre bambini in fuga dagli attacchi, sono morti. Secondo un medico la morte sarebbe stata provocata da avvelenamento: «Il missile potrebbe aver diffuso un prodotto chimico». Intanto altri dieci corpi sono stati recuperati da un edificio bombardato domenica a Tiro. Sono oltre 47 le persone uccise ieri dai raid israeliani e dall'inizio dei bombardamenti sarebbero morti 190 civili e 12 militari mentre oltre 120 mila profughi hanno già attraversato la frontiera con la Siria e altri 600 mila si stanno spostando dal sud del Libano verso Beirut.
Attacchi no-stopI raid aerei israeliani notturni sono costati la vita a 17 persone, tra cui 9 soldati di una base dell'intelligence libanese a nord di Tripoli. Le bombe sono cadute anche su Baalbeck, a Jalala e sulla regione montuosa di Chouf. Gli ultimi serbatoi di carburante dell'aeroporto di Beirut sono stati distrutti in un bombardamento che all'alba ha ucciso due civili. Nuovi attacchi anche ai porti di Tripoli e Beirut e nel sud a El Khiam e a Nabatiyeh.
L'avvertimento di OlmertNella sua prima apparizione dall'inizio del nuovo conflitto davanti alla Knesset, il Parlamento dello Stato ebraico, il premier Ehud Olmert ha messo in chiaro che Israele non si fermerà finchè non saranno stati rilasciati i due soldati catturati ed è tornato a puntare il dito contro l'Iran e la Siria. «La nostra lotta è autodifesa», ha detto, «Non cerchiamo uno scontro frontale ma se costretti non lo eviteremo». Intanto il presidente iraniano ha garantito alla Siria il suo «appoggio totale di fronte a qualsiasi minaccia».
Il giallo dell'aereo. Secondo la tv libanese Ltc un aereo israeliano sarebbe stato abbattuto e due piloti sarebbero morti sulla strada da Beirut verso Damasco. Israele smentisce e sostiene che si tratta o di un aereo senza pilota o di un missile fabbricato in Iran, tipo Zelzal, che avrebbe dovuto colpire Tel Aviv e è caduto per problemi di malfunzionamento. I Zelzal sono missili con un raggio di circa 150 chilometri dei quali fino ad oggi gli Hezbollah non avevano fatto uso. La tv Hezbollah ha affermato che è stato abbattuto anche un «pallone-spia» israeliano nella valle della Bekaa.
Haifa sotto i razzi. Hezbollah ha fatto sapere che non accetta condizioni per il cessate il fuoco. I suoi razzi hanno bersagliato ieri con altri tre attacchi Haifa. La terza città d'Israele è stata colpita in cinque punti e uno stabile di tre piani è crollato ferendo in modo grave una donna. Colpite anche Safed, Tiberiade, San Giovanni d'Acri e per la prima volta le alture del Golan e Afula nella Bassa Galilea.
Razzi anche da Gaza.Anche il sud di Israele è stato raggiunto da razzi sparati da miliziani palestinesi dalla striscia i Gaza che hanno colpito anche Sderot, nel Neghev. Quattro palestinesi sono poi stati uccisi nel nord e l'aviazione israeliana ha di nuovo colpito il ministero degli esteri palestinese. Intanto le Brigate dei martiri di al Aqsa hanno annunciato di aver rapito in Cisgiordania un militare israeliano, ma la notizia non è stata confermata. Un soldato israeliano è stato invece ucciso da una mina a Nablus. Sventato Gerusalemme un attentato dinamitardo.