Dirigenti olimpici sequestrati

BAGHDAD.Ancora sequestri di massa a Baghdad: questa volta nelle grinfie di «rambo» in mimetica è finito il presidente del Comitato olimpico nazionale iracheno insieme con altre 50 persone, tra dirigenti sportivi, guardie del corpo e addetti alla sicurezza. L'assalto è avvenuto in centro città e conferma gli incubi peggiori del premier sciita Nouri al-Maliki, promotore poche ore prima di un voto parlamentare che aveva prolungato di un mese lo stato di emergenza nel Paese dei Due Fiumi. Il blitz è iniziato alle 14 locali. Secondo fonti della polizia, gli aggressori erano armati di tutto punto e indossavano divise mimetiche in dotazione al ministero degli Interni. A esser preso d'assalto è stato il centro conferenze dell'Associazione culturale del petrolio, situati nel quartiere di Karrada. Stando alla ricostruzione della polizia, il commando ha sequestrato il presidente del Comitato olimpico iracheno, Ahmed al-Hijia al-Samarrai, otto altri dirigenti sportivi e 20 guardie del corpo. In conseguenza dell'attacco sono rimaste uccise due guardie del corpo. Quanto agli addetti alla sicurezza del centro conferenze, una ventina, dopo il rapimento sono stati rilasciati in buone condizioni di salute. Un'attacco clamoroso, che ha tirato in ballo direttamente il governo. Il ministro degli Interni, Jawad al-Bolani, ha subito chiarito che il blitz è stato un sequestro vero e proprio e non un'operazione di polizia e che tra le persone rapite non ce n'è nessuna coinvolta in indagini giudiziarie. Dichiarazioni successive di poche ore a un voto dell'Assemblea nazionale che ha prolungato di 30 giorni lo stato di emergenza in Iraq, con l'eccezione della regione autonoma a maggioranza curda. Le violenze non hanno ferito solo Baghdad, dove in diversi attacchi sono rimasti uccisi otto iracheni e due militari Usa. A nord di Baghdad sono morte sette persone.