Volley, stipendi da tagliare
PAVIA. C'è chi, come Rocco Tarzia, diesse della New Dynam Vistarino, ha contattato 51 giocatrici per riuscire a costruire la sua ottima rosa per la prossima stagione sentendosi chiedere qualcosa come tremilacinquecento euro per un cambio del palleggio in serie D, ma c'è anche chi, come Claudio Sala, diesse della Jomann Vigevano, non appena ha deciso di cambiare palleggiatrice titolare, prima ancora di mettersi a cercare sul mercato, ha ricevuto una telefonata da una non meno nota giocatrice romagnola offertasi per la bellezza di trentamila euro l'anno. Ma c'è anche chi, come l'Aeffe Stradella del diesse Chicco Magistrali, ha deciso già da un anno di cambiare registro: il budget societario è stato drasticamente ridimensionato, per ogni giocatrice c'è una limitata cifra disponibile per i rimborsi e fuori di li non si va. Se qualcuno non accetta, spazio alle giovani del vivaio.
Rocco Tarzia è un vecchio marpione del mercato delle minors e, ciò nonostante, riesce ancora a stupirsi di quanto sta avvenendo a questi livelli. «Trovo giusta l'idea di normare anche a livello provinciale lo scambio di diritti sportivi e di ancorare l'acquisto di una prima divisione al fatto che si presenti un adeguato progetto giovanile», spiega il giemme di Vistarino. «E' un modo per scoraggiare chi fa solo speculazioni ed anche per guardare al futuro. Certo, non si può escludere ed evitare che le cessioni del titolo sportivo avvengano a titolo oneroso, ma, del resto, questa norma veniva da tempo regolarmente aggirata facendo giocare le squadre con i codici di un'altra società». Prezzi pazzi per rimborsi, cartellini e prestiti, si può arginare questo fenomeno? «Mi sono sentito chiedere tremilacinquecento euro per una seconda palleggiatrice di serie D ed allora credo proprio che si sia persa ogni logica. C'è gente che spara, ma lo fanno anche le giocatrici a livello di rimborsi con richieste senza senso in un contesto generalizzato di crisi e di sponsor sempre più difficili da trovare. Bisogna darsi una regolata in fretta e sbaglia chi credeva che la mia fosse solo una battuta quando dicevo che tra non molto le giocatrici di serie D o dei campionati provinciali, per il loro rimborso, ci faranno parlare col procuratore». Tarzia ipotizza una prima soluzione: «Da dirigente di società non dovrei pensarlo, ma credo che lo svincolo progressivo dei tesserati sia l'unica strada, anche se scoraggia ogni forma di investimento sui cartellini: almeno si abbatte uno dei costi più significativi nell'allestimento di una squadra». E' ricca di aneddoti anche l'esperienza recente di Claudio Sala, diesse della Jomann Vigevano: «Avevamo appena detto ad Eccher dall'Eco che avremmo cercato un'altra regista e, poco dopo, mi chiama una giocatrice di Imola che mi dice di essere una palleggiatrice, di sapere che stiamo cercando in quel ruolo e di essere disponibile per trentamila euro a stagione», racconta Sala. «Da quando abbiamo cercato Angela Bocca in tanti credono che abbiamo soldi a palate. Ed invece con Angela si è fatto un discorso molto tranquillo e lontano dalle cifre che in tanti pensano. Ma succedono altre cose strane, la B2 sta impazzendo e si arriva al paradosso: una procuratrice mi ha proposto di scambiare la mia B2 con una B1 offrendomi pure un conguaglio a nostro favore. Non credo che la Lega possa fare qualcosa: sarebbe bello, ma tempo, domanda ed offerta ormai fanno i prezzi senza controllo». A Stradella, però, hanno cambiato strada: «Dopo la riduzione netta del budget fin dallo scorso anno, abbiamo rimborsi limitati da offrire a chiunque. Da noi non verranno fenomeni ma intanto Greta Malinverni giocherà con noi e viene dalla B1. Se a qualcuno non sta bene, giocano le nostre giovani. E' ovvio che diventa importante lavorare bene di vivaio e anche per questo non sono assolutamente d'accordo con lo scambio di diritti: questi vanno conquistati solo sul campo».
Fabio Babetto