Capezzone per la linea dura «Manifestazioni selvagge»

ROMA.«Prima di tutto chiariamo una cosa: massimo rispetto per i tassisti, ma un conto è lo sciopero, diritto garantito dalla Costituzione, e un conto sono queste manifestazioni selvagge che giudico inammissibili». Il segretario del Partito Radicale, Daniele Capezzone, ha il dente avvelenato con i tassisti, ai quali non perdona le forme di protesta adottate in questi giorni.
«Non si possono bloccare le città - dice - e 40 mila tassisti non possono inibire il diritto alla mobilità e al lavoro di decine di milioni di loro connazionali. A questo punto il governo Prodi deve cominciare a pensare alla loro precettazione, ma anche a predisporre forme alternative di trasporto fino alla fine delle agitazioni».
Proprio nessuna comprensione per le motivazioni dei tassisti?
«Guardi io stesso e l'Istituto Bruno Leoni lunedi prossimo a mezzogiorno, nella sala stampa di Montecitorio, presenteremo una proposta di grande saggezza, attenta agli interessi del mercato senza far male a nessuno».
Una proposta sulla linea del decreto Bersani?
«Un provvedimento che va ancora più avanti, ma con un paracadute. Di più per ora non dico. Ma adesso il problema più grande è quello di mettere fine ai blocchi nelle città e ai comportamenti violenti. Sono intollerabili ed è ora che qualcuno lo dica».
Veramente il governo, per bocca del sottosegretario Enrico Letta, ha detto che non intende stare a guardare, ha minacciato le precettazioni e ha dato precise indicazioni ai prefetti per evitare i blocchi del traffico.
«E' giusto. Non bisogna cedere proprio adesso, altrimenti possiamo considerare la legislatura già esaurita sul piano delle riforme, perché qualsiasi corporazione capisce che basta fare un po' di proteste per ottenere ciò che vuole».
I tassisti sostengono che se il governo lunedi non farà un passo indietro, serviranno le autoblindo per fermarli.
«Ai tassisti dico che le leggi vanno rispettate da tutti, anche da loro. Reputo invece gravissimo che esponenti dell'opposizione, alcuni dei quali sono stati ministri nel precedente governo, siano scesi in piazza per fare i masaniello».(c.r.)