Liberalizzazioni, al Senato la maggioranza non regge in commissione
ROMA.Un parere approvato, ma con modifiche, un altro rinviato perché non c'era il senatore a vita Carlo Azeglio Ciampi. Parte in salita, in Commissione al Senato, l'esame del decreto legge su liberalizzazioni e manovra finanziaria bis. «L'Unione, se potesse, voterebbe la fiducia anche in commissione - commenta Storace di An - volevamo lo stralcio degli articoli su professioni, panificatori, taxi e farmacie».
Invece quello che si è ottenuto in commissione Industria, grazie anche al voto con la Casa delle libertà del senatore Luigi Pallaro, indipendente eletto in Argentina, sono la richiesta di alcune modifiche che An definisce «sostanziali»: il rinvio a un provvedimento più organico della riforma delle attività professionali, la necessità di introdurre norme che scongiurino il raggiungimento di intese o cartelli a carattere oligopolistico nella distribuzione dei farmaci. Chiesta anche la soppressione dell'Iva al 10% per i prodotti dolciari a base di cioccolato. Infine si vuole che venga mantenuta la conferma del divieto di cumulo di licenze per i taxi. Su quest'ultima parte del parere esprime la propria soddisfazione il presidente dell'Unione radiotaxi italiani, Loreno Bittarelli, leader della recente protesta: «La votazione dovrebbe far riflettere il governo». Antonio Paravia e Giorgio Bonacin, senatori di An, esultano per l'esito della votazione in commissione Industria: «Vittoria significativa che dimostra quanto sia debole la maggioranza e quanto siano inique le misure varate». Guido Galardi, Ulivo, non condivide il trionfalismo: «Il parere passato è positivo, quanto ai rapporti maggioranza-opposizione in commissione Industria sono noti, dato che qui, sempre grazie a Pallaro, è stato eletto un presidente di FI, Scarabosio».
In commissione Finanze, invece, si prospettava un 12 a 12 vista l'assenza di Ciampi. Cosi il presidente Giorgio Benvenuto, Ulivo, ha deciso di rinviare il parere a martedi. Questa la versione dell'opposizione, che Benvenuto però corregge: «Scoprono l'acqua calda, rispetto le loro scelte politiche, ma credo che su alcuni punti ci possa essere un interesse comune. Lunedi presenteremo gli emendamenti della maggioranza».
«Eravamo 12 a 12 - insiste Maurizio Eufemi, Udc - se si andava al voto li battevamo. La verità è che i problemi politici della maggioranza iniziano a esplodere».