«Ecg gratis a tutti i neonati»
PAVIA. Un elettrocardiogramma a tutti i neonati nel primo mese di vita per prevenire casi di morte improvvisa. L'appello parte dall'equipe dell'Università di Pavia, guidata da Peter J. Schwartz, che pubblica oggi sullo 'European Heart Journal" i risultati di un studio sul rapporto costo/efficacia di uno screening con elettrocardiogramma sui neonati per scoprire quelli affetti dalla sindrome del QT lungo: «Visto l'ottimo rapporto costo/beneficio, i governi europei dovrebbero inserire l'Ecg neonatale nel Servizio sanitario nazionale». La conclusione dello studio si rivolge direttamente ai vertici della Sanità di tutta Europa perché con urgenza venga considerata la possibilità di efffettuare l'Ecg gratuito ai neonati nelle prime 3-4 settimane.
Questo faciliterebbe l'individuazione di una malattia genetica, importante causa di morte improvvisa tra i neonati, bambini e giovani adulti, chiamata sindrome del QT lungo (LQTS). L'analisi costo/beneficio, basata sia sui dati già pubblicati dal gruppo di Pavia sia su un recentissimo e non ancora pubblicato studio prospettico con ECG su 45.000 neonati (commissionato dal Ministero della Sanità italiana come «studio pilota» proprio per valutare la fattibilità ed utilità di uno screening neonatale) ha dimostrato che un significativo numero di morti improvvise potrebbe essere evitato con una spesa inferiore a 12.000 euro per anno di vita salvato.
I risultati vengono pubblicati on-line oggi, giovedi 13 luglio, sullo «European Heart Journal» 1 l'organo ufficiale della Società Europea di Cardiologia.
Lo studio è stato condotto dal professor Peter J. Schwartz, considerato il maggior esperto della sindrome del QT lungo a livello mondiale, direttore del Dipartimento di cardiologia dell'Università di Pavia e dell'Unità Coronarica dell'Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Da oltre trentacinque anni il professor Schwartz studia i meccanismi della morte cardiaca improvvisa e in particolare della LQTS, di cui ha descritto le caratteristiche cliniche, le basi genetiche, e le terapie più efficaci. Tra gli autori dello studio sono da annoverare anche Silvana Quaglini del Dipartimento di Informatica e Sistemistica dell'ateneo pavese e Savina Mannarino, del dipartimento di Pediatria del Policlinico San Matteo».
La LQTS è probabilmente la più importante causa di morte improvvisa sotto i 20 anni. Quando queste morti avvengono nei primi mesi di vita sono di solito classificate come «morte improvvisa in culla» (SIDS).
In realtà il prof. Schwartz e i suoi colleghi hanno appena completato uno studio su oltre 200 vittime norvegesi di SIDS (il più ampio studio al mondo nel genere) e, nel Laboratorio di Cardiologia Molecolare del policlinico San Matteo (diretto da Schwartz), hanno identificato mutazioni genetiche responsabili della LQTS nel 10% dei casi. Questo significa che la terapia precoce della LQTS potrebbe prevenire oltre ai casi tipici di LQTS anche una quota di casi di «morte improvvisa in culla». La terapia con beta-bloccanti si è dimostrata efficace nel 98% dei casi senza differenze tra adulti e bambini.
Nonostante l'obiettivo dello studio con ECG fosse l'identificazione di neonati con LQTS, i ricercatori hanno anche inaspettatamente scoperto casi di due cardiopatie congenite potenzialmente letali - coartazione dell'aorta e origine anomala dell'arteria coronarica sinistra - che erano sfuggite ai normali controlli neonatali. Questo ha portato ad inserire anche queste due malattie cardiache direttamente nell'analisi del rapporto costo/beneficio.
Sostiene il professor Schwartz: «I nostri studi hanno chiaramente dimostrato che l'ECG neonatale ha un rapporto costo/beneficio molto vantaggioso e che è possibile salvare un significativo numero di vite - oltre 230-250 all'anno in Europa (15 paesi) - con un costo oggettivamente basso. E' giunto il momento, per i responsabili della salute pubblica, di considerare l'inserimento di questo programma nel piano sanitario nazionale: in questo modo, grazie alla prevenzione, sarà possibile ridurre il numero di morti improvvise tra neonati, bambini e adolescenti. Si tratta di tragedie evitabili, se esiste la volontà e l'organizzazione».
I dati tradizionali sulla prevalenza della LQTS indicano valori tra 1/5.000 ad 1/20.000 nati vivi. I nuovi dati del team di Pavia, mediante il più grande studio prospettico su neonati (oltre 45.000) dimostrano che un intervallo QT chiaramente prolungato si trova in quasi un neonato su 1.000. Poiché gli studi molecolari pavesi hanno identificato mutazioni genetiche in oltre la metà di questi neonati: «Questo significa che la LQTS è molto più frequente di quanto si sia mai stato stimato, intorno a 1 su 2.500, in Italia circa 220 all'anno» afferma il prof. Schwartz che continua «Il costo per ogni anno di vita salvata, mediante lo screening ECG, è davvero molto basso: 11.740 euro. Se poi, tenendo conto di quanto accade nella realtà, consideriamo anche le due cardiopatie congenite che l'ECG può evidenziare, allora il costo per ogni anno di vita salvata è poco più di 7000 euro».
Il professor Schwartz cosi sintetizza i potenziali benefici clinici derivanti dallo screening della sindrome del QT lungo: «Possiamo curare il bambino, prevenire l'insorgere di aritmie potenzialmente letali, riducendo le possibilità di morte sia nell'infanzia che negli anni successivi; possiamo identificare anche altri membri della famiglia con LQTS ugualmente a rischio di morte improvvisa; trattando tutti i neonati con LQTS proteggeremo anche quelli a rischio di morte nei primi mesi di vita la cui morte viene indicata come «morte improvvisa in culla; inoltre, la inattesa scoperta che l'ECG nel primo mese di vita può identificare cardiopatie gravi sfuggite alla visita medica offre l'opportunità di correggere questi difetti e salvare altre vite».
«I genitori di un neonato - continua Schwartz - hanno il pieno diritto di essere informati sull'esistenza di una malattia non comune, potenzialmente letale, ma per cui esistono trattamenti semplici, sicuri ed efficaci, e che può essere diagnosticata con un semplice elettrocardiogramma. I cittadini che pagano le tasse devono essere informati su quello che è possibile fare, e a quali costi, per ridurre il tragico fardello delle morti improvvise nei giovani. Chi amministra la sanità pubblica nel Paese ha una occasione unica per introdurre nel nostro Sistema Sanitario Nazionale una misura semplice e di basso costo per prevenire molte e tragiche morti giovanili e allo stesso tempo per porre l'Italia all'avanguardia mondiale nel campo della prevenzione della mortalità infantile» conclude il professor Schwartz. (s. c.)