Caro-rette alla Pezzani, slitta la decisione

VOGHERA. Pezzani, nulla di fatto: dopo tre ore di consiglio il congelamento degli aumenti alle rette e il nodo del mutuo per la costruzione della nuova sede della casa di riposo sono stati rinviati alla fine di luglio. Nel frattempo il comitato parenti tiene duro e continua a pagare le rette ma non gli aumenti. E l'opposizione attacca la giunta accusandola di annaspare tra i litigi interni alla ricerca di una soluzione.
Quando in ballo ci sono aumenti e tariffe non c'è luglio che tenga: la sala del consiglio comunale è affollatissima anche perchè il consiglio, chiesto dalla minoranza, è aperto: tutti, quindi, possono prendere la parola.
Infatti aprono i rappresentanti del comitato parenti che vanno subito al sodo: «In tredici mesi sono stati deliberati due aumenti per un totale del 30 per cento. Il comitato parenti li ha ritenuti ingiustificati sia in base al tasso di inflazione, sia ai servizi erogati che nella vecchia sede restano gli stessi di sempre: con il sostegno dei sindacati ha scelto quindi di pagare le rette ma non gli aumenti. Dall'analisi dei bilanci di previsione, emerge che una delle voci che più influisce sugli aumenti è l'onere della convenzione tra Pezzani e Comune per la costruzione della nuova sede: chiediamo pertanto che il consiglio comunale accolga le indicazioni del consiglio di amministrazione della casa di riposo e riveda la convenzione». Le indicazioni del Cda sono quelle che il presidente Giuseppe Gorini, in aula anche come capogruppo di Forza Italia, ripete da mesi: visto che la convenzione prevede che il Comune paghi soltanto le prime due rate del mutuo per la nuova sede di viale Repubblica in cambio della vecchia sede di via Don Minzoni, dal 2007, ogni anno, la casa di riposo dovrebbe pagare i 927mila euro della rata. E visto che il bilancio è quello che è, se non si vogliono far lievitare le rette, al Comune tocca rivedere i patti e continuare a pagare le rate per i successivi vent'anni.
Il problema è che neanche il comune ha i soldi: «Toccherebbe tagliare i costi o aumentare le tasse - riassume l'assessore al bilancio Daniele Salerno. Per trovare il milione di euro che serve a finanziare la nuova Pezzani, tanto per capire, un punto di Ici per tutti i vogheresi».
Il presidente della commissione servizi sociali, Giannantonio Pozzoli, è assente dall'aula: ma ha lasciato una memoria che, sostanzialmente chiede la massima collaborazione tra maggioranza e opposizione per non trasformare un problem della città in un caso politico.
Ma aggiunge che «Il rincorrere una trasformazione troppo semplicistica non mi aveva convito ed avevo votato contro. Ora sono pienamente convinto che questa Asp (la nuova forma giuridica della casa di riposo ndr) non sia in grado di affrontare problematiche di cosi ampia portata...». Apriti cielo: la minoranza attacca. Paolo Affronti dell'Udeur sottolinea come proprio dall'interno del centrodestra arrivino le critiche più precise alla gestione politica del caso Pezzani: «Maggioranza che non ha nemmeno saputo approfittare dei contributi della Regione che ha finanziato strutture ovunque tranne che a Voghera». Walter Bellettato dei Ds rincara la dose: «Gli aumenti sono in vigore da gennaio, da un mese chiediamo un dibattito in aula, ora che ci siamo la giunta arriva senza uno straccio di progetto, senza una proposta, senza nulla... E l'unica cosa che sa fare è rinviare».
Il rinvio, effettivamente, c'è: la minoranza prepara un nuovo ordine del giorno in cui chiede di congelare gli aumenti, di rivedere la convenzione tra Pezzani e Comune (di fatto con il Comune che si accolla gli oneri del mututo per costruire la nuova sede), di dare certezze che in futuro (dall'anno prossimo nella nuova sede di viale Repubblica) gli aumenti non saranno troppo pesanti. Visto che l'ordine del giorno non è stato presentato all'atto della convocazione, andrà al voto entro la fine di luglio, in un consiglio comunale ancora da convocare.