Al Qaida colpisce Bombay, 163 i morti

BOMBAY. Per colpire hanno scelto l'ora di punta, quella in cui centinaia di pendolari si accalcano sui treni e nelle stazioni per tornare a casa: sette esplosioni quasi simultanee e nel giro di venti minuti Bombay è precipitata nel terrore. La polizia ieri sera ha detto che i morti sono 163 e i feriti 464. Gli attentati che hanno preso di mira la rete ferroviaria della capitale finanziaria dell'India, oggi chiamata Mumbay. E il bilancio è destinato a salire ancora. Un attacco che, secondo le prime ipotesi, porterebbe la firma dei separatisti del Kashmir legati alla rete terroristica di Osama Bin Laden.
«C'era sangue ovunque...vagoni sventrati... gente senza gambe...era l'inferno raccontato dalle sacre scritture»: questi i racconti dei testimoni scampati agli attacchi che hanno colpito la linea Western Railway nell'ora di maggiore affollamento quando vere e proprie muraglie umane premono per salire sui treni. Avvenute a distanza di pochi minuti l'una dall'altra, tra le 18 e le 18.30 locali, le esplosioni si sono verificate sui treni e nelle stazioni delle località di Khar, Mahim, Jogeshwari, Matunga, Borivari e Bhayandar e alla stazione della metropolitana Santacruz. Secondo la polizia le bombe erano ad alto potenziale e sono state lasciate nelle zone per i bagagli. Le autorità indiane hanno decretato lo stato di emergenza in tutto il Paese con vigilanza estrema negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, sugli autobus e in tutti i luoghi pubblici, compresi cinema e supermercati.
Il primo ministro Manmohan Singh è apparso in televisione per lanciare un appello alla cittadinanza: «Invito la gente a restare calma, a non ascoltare le voci incontrollate e a dedicarsi alle proprie attività normalmente», ha detto definendo gli attentati «atti vergognosi» e promettendo di «vincere i piani diabolici dei terroristi». Il ministro dell'Interno ha parlato di «attacco terroristico pianificato». Non è il primo attacco che colpisce la capitale finanziaria: il più grave si verificò nel 1993 quando una serie di esplosioni uccisero 250 persone e ne ferirono più di mille.
Secondo fonti del ministero degli Interni gli attentati potrebbero essere collegati alle elezioni nel Pok, la zona controllata dal Pakistan nel Kashmir conteso. Un'ipotesi su cui l'intelligence sta lavorando è quella del gruppo terrorista Lakshar-e-Taiba e un arresto sarebbe stato già effettuato a Delhi mentre sei persone sarebbero state fermate in Kashmir. Considerato il braccio armato di Osama Bin Laden nella regione asiatica, si tratta del principale gruppo terroristico islamico che si batte per l'autonomia del Kashmir da India e Pakistan e che si è reso responsabile di numerosi attentati come quello al parlamento di Delhi nel 2001 e le bombe nei mercati di Nuova Delhi nel 2005. C'è inoltre una coincidenza: dopo l'11 settembre di New York e l'11 marzo di Madrid, anche Bombay è stata colpita il giorno 11. Dura condanna agli attentati è arrivata dagli Stati Uniti, dal ministro degli Esteri italiano D'Alema, dall'alto rappresentante dell'Unione Europea Solana e dal Pakistan. A Bombay ci sono 570 italiani ma secondo l'Unità di crisi della Farnesina, subito attivata, al momento nessuno risulta coinvolto. Intanto a New York sono state rafforzate le misure di sicurezza sui mezzi pubblici. (m.v.)