Champagne contro Pinot, ecco la sfida in vigna

VOGHERA.Totti? «Regale come un Brunello di Montalcino». Zidane? «Un Bordeaux premier cru». Italia e Francia sono rivali da sempre anche in cantina. Carlo Alberto Panont, enologo, direttore del Consorzio tutela e coordinatore dell'associazione dei Consorzi lombardi, legge in chiave vinicola anche la finale. «Per quanto riguarda l'Italia le tendenze di inizio torneo espresse al Miwine sono globalmente rispettate. Dunque Buffon è come uno Sforzato della Valtellina: consistente, potente e di assoluto spessore. Cannavaro un Taurasi del Taburno: robusto, austero, concreto. Grosso un Primitivo di Manduria: intenso, corposo e generoso. Camoranesi un Rosato del Salento, mediterraneo, fantasioso e gagliardo. Pirlo un Verdicchio di Matelica: armonico, asciutto e gradevolmente classico. Totti un Brunello di Montalcino: regale, caldo e di caratura internazionale. Toni un Nobile di Montepulciano: profondo, ricercato ed equilibrato. Gilardino un Franciacorta: giovane, spumeggiante e mai scontato. Del Piero un Barbaresco: classico, esperto e di grande valore». Ancora: «Zambrotta elegante come un Pinot Nero dell'Oltrepo, Materazzi alto come un Chianti Ruffina, Gattuso forte come un Cirò della Calabria e Perrotta fine e intenso come un Gavi di Gavi». E la Francia? «Zidane è regale come un Bordeaux Premier Cru, Henry brillante come uno Champagne...».