In bici 44 giorni tra vento e pioggia Cosi Diego ha conquistato Capo Nord

PAVIA. Ha impiegato 44 giorni: era partito il 23 maggio scorso, è arrivato il 5 luglio. Un'impresa coronata da una foto. Emblematica: lui, con la sua bici, in cima all''obelisco" di Capo Nord. Diego Vallati, ex bancario pavese di 60 anni, è arrivato a segno. Ha fatto di tutto per conquistare quella tappa: lui e la sua bicicletta, con un telefonino. Capo Nord era il suo sogno. Si è detto: «Se non ci provo adesso che ho 60 anni, non ci provo più». «Sono un po' frastornato - commenta ora - ma il mio Mondiale, diciamolo, l'ho già vinto».
Ha dovuto imparare ad usare il telefonino e ha persino preso l'aereo, lui che in sessant'anni non ci era mai salito. «L'ho fatto per portare a casa la mia bicicletta - spiega - sarà vecchia e rovinata, ma io da lei non mi separo».
Vallati racconta: «I primi quattro giorni il tempo era buono, per fortuna perchè c'era il passaggio del S. Gottardo. E' peggiorato quando ho fatto la discesa. Dal 5º al 10º giorno invece il tempo era brutto e freddo: mi coprivo con giacca, pantavento e guanti da sci. Dormivo negli ostelli. Il 10º è stato il peggiore. Ero arrivato a 120 km a nord di Francoforte. Poi è migliorato e rimasto tale per un bel po': ho percorso tutta la parte a nord della Germaia, tutta la Danimarca fino a Frederikshavn. Da li ho raggiunto Goteborg: ho traghettato in orizzontale per non guadagnare chilometri e poi ho proseguito in bici. Ho fatto tutta la costa svedese sul mare di Botnia, fino al confine finlandese».
«Ho attraversato il golfo di Botnia sino alla Norvegia, sono arrivato alla città di Alta, e da li ho percorso le ultime tre tappe che mi separavano da Capo Nord - prosegue Vallati - Sono state Alta, appunto, Russenes, e Honnigsvag. Ho anche percorso i nove chilometri di tunnel 300 metri sotto il livello del mare. Sono stati tre giorni faticosi, con vento, pioggia e anche nubi basse con nebbia. Gli ultimi 31 km prima di Capo Nord sono stati i più pesanti: sia per le salite, che per il vento. Mi è capitato frequentemente di sbandare e di finire fuori strada».
Giunto a destinazione, Vallati ha incontrato due giovani di Lucca che lo hanno fotografato e filmato accanto al cosiddetto 'obelisco", hanno caricato la bici sulla loro auto per poi trasportarlo all'aeroporto. «Per fortuna li ho trovati in quel frangente - spiega - Contavo di tornare in bicicletta a Honnisvag, dove avrei preso il bus fino ad Alta e poi l'aereo. Ma con il tempo che c'era...».
La soddisfazione è stata quella di essere anche protagonista di un articolo di giornale, lo svedese 'Sundsvalls Tidning", e di aver guadagnato il famoso timbro di Capo Nord sul suo speciale libro dei viaggi. Il prossimo anno Vallati farà una pausa di riflessione, poi deciderà se ripartire. (d. z.)