Pacifisti e sinistra radicale in corteo contro i carri armati
ROMA.«Né muri né silenzi in Medio-Oriente». Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti italiani, Cgil, si sono riuniti ieri sera in piazza Farnese, con la galassia dei movimenti, le ong, le sigle pacifiste, gli «Ebrei contro l'occupazione». Per dire «no al muro» israeliano, a due anni dalla sentenza della Corte internazionale dell'Aia che lo dichiarava illegale; ma per dire no soprattutto al «muro di silenzio», politico e diplomatico, che - secondo la sinistra arcobaleno - circonda l'avanzata dei carri israeliani a Gaza, «ovattando violenza e violazioni gravi, palesi e ripetute del diritto internazionale».
La presa di posizione del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, da queste parti è considerata quantomeno timida. «La reazione di Israele è un po' più che sproporzionata» sostenevano i promotori, chiedendo un incontro urgente al governo italiano, rappresentato dalla viceministra degli Esteri, Patrizia Sentinelli. «Bisogna uscire dagli equivoci - ha detto Francesco Napoletano, deputato dei Comunisti Italiani - il giudizio di D'Alema non è neanche politico, da quanto è scontato. Noi siamo indignati, chiediamo posizioni dure e concrete contro questa operazione militare, che si configura come una vera e propria ri-occupazione ed espulsione del popolo palestinese». «Vogliamo anche noi la liberazione del militare prigioniero del commando palestinese - spiegava un'attiviste di Fiom e Action for peace, la campagna per la protezione del popolo palestinese - ma non tolleriamo il silenzio su un milione e 200 mila persone prigioniere nella loro terra, senza acqua, luce, viveri». Fra i partecipanti alla manifestazione «per uno Stato palestinese libero e indipendente, accanto allo Stato di Israele», anche l'ambasciatore in Italia dell'Autorità nazionale palestinese, Sabri Atyeh. L'attore Moni Ovadia ha inviato un messaggio di adesione. (al. gia.)