Vincere per continuare con Lippi


DUISBURG.La risposta più efficace la regala, come sempre, Rino Gattuso: «Non spreco energie a parlare del prossimo anno, quando sto per giocare la finale del Mondiale». Sta arrivando il giorno di Italia-Francia - domani alle 20 a Berlino - ma intorno agli azzurri si intrecciano polemiche e scenari di ogni tipo. Ogni giorno c'è una novità: l'ultima ipotesi vuole Lippi al Manchester United con Gattuso. Meglio lasciar perdere, è il suggerimento di Rino (e difatti il club inglese ha smentito). La Nazionale è attesa ad un appuntamento con la storia, e non si lascerà distrarre.
«C'è la finale, del resto ci occuperemo dopo», ripetono gli azzurri. Il primo pensiero è per la Francia. C'è una Coppa del mondo da conquistare. Centrare l'obiettivo significa riuscire ad arginare i Bleus, ma soprattutto fermare Zidane, che sta chiudendo la carriera con un Mondiale da autentico protagonista. «Se è al 100 per cento - commenta Gattuso - non ti fa vedere il pallone». Rino non l'ha mai marcato a uomo, e non lo farà neanche stavolta. «Non stiamo preparando una 'gabbia" per fermarlo», annuncia deciso Perrotta. «Sono d'accordo con Del Piero, Zidane è il numero uno - aggiunge - e mi dispiace che smetta. Però noi abbiamo il nostro modo di giocare, e non lo cambieremo».
La Francia merita il massimo rispetto ma l'Italia non teme nessuno, dopo aver battuto la Germania ai supplementari davanti a 60mila tedeschi. Marcello Lippi ha saputo costruire una Nazionale capace di reagire ad ogni avversità e di trovare sempre il guizzo vincente. Una squadra solida, compatta, battagliera. E i giocatori sono i primi a sottolineare i meriti del loro Commissario tecnico. Gigi Buffon lo dice chiaro e tondo: «Con un briciolo di umiltà, testa, esperienza ed intelligenza, tutte doti che lui ha dimostrato di avere, si possono ottenere grandi soddisfazioni. Non avevo mai incontrato un tecnico cosi, che riesce a tirare fuori dai giocatori il 120 per cento e fa sentire tutti importanti». Rino Gattuso la pensa allo stesso modo: «È un Ct che si comporta come un allenatore di club. E io spero che resti».
Il dubbio verrà risolto lunedi. O forse domenica notte. Ma ora, al centro del palcoscenico, c'è la finalissima. Una partita storica, che richiamerà a Berlino decine di migliaia di italiani. I più fortunati saranno all'Olympiastadion, ma tantissimi stanno partendo per la Germania solo per respirare l'atmosfera del Mondiale. Per poter dire «Io c'ero» in una giornata storica, da assaporare momento per momento. E che ci auguriamo si chiuda con un trionfo azzurro.

dall'inviato Stefano Angeli