Variante, l'appalto è cancellato
PAVIA. La giunta Poma ha deciso: un colpo di spugna sull'appalto per la variante di Stradella e si ricomincia da capo. Si potrebbe riassumere in questo modo la presa di posizione dell'esecutivo di Piazza Italia che l'altro giorno ha optato per l'avvio del provvedimento di autotutela, ossia per la revoca della gara d'appalto del dicembre 2004, di cui era risultata vincitrice l'associazione temporanea di imprese 'Sclavi Srl"-'Edilstrade Srl". Tutto ciò dopo l'intervento dell'Autorità per la vigilanza sui Lavori pubblici, che nel giugno scorso aveva trasmesso gli atti in Procura.
Un atto preannunciato dalle intenzioni dei giorni scorsi. Un appalto da 7 milioni di euro che, a questo punto, verrà riproposto dalla Provincia.
Il nuovo assessore provinciale ai Lavori Pubblici, Dario Invernizzi, conferma: «Abbiamo deciso di esercitare l'autotutela e dato mandato al dirigente di dar corso agli atti conseguenti, che quindi informerà i partecipanti dell'avvio del procedimento di autotutela». «Dopo aver ricevuto le osservazioni dai partecipanti, l'indirizzo generale è quello di avviare un nuovo appalto - prosegue Invernizzi - Se tutto procederà come previsto, occorreranno cinque-sei mesi per l'assegnazione. Riteniamo che l'ente debba essere più trasparente possibile, e trasparenza richiede l'espletamento di una nuova procedura concorsuale».
In effetti, già nei momenti successivi al suo insediamento, il nuovo previsdente Vittorio Poma, ha mostrato una certa propensione per una simile scelta. A dare una spinta decisiva in questa direzione ha pensato l'Autorità di vigilanza, che alla Provincia ha assegnato un termine per decidere. «Il provvedimento era inevitabile stante i rilievi formulati dalla Vigilanza sui lavori pubblici che aveva segnalato incogruenze e irregolarità nella fase di gestione della gara - spiega Poma - A fronte di una deliberazione che evidenziava numerosi limiti nella fase gestionale, all'ente non restava altro da fare se non revocare l'appalto per reiterare subito dopo le procedure di aggiudicazione ripristinando cosi la regolarità formale degli atti».
Ora alla giunta Poma rimane un interrogativo: le imprese potrebbero ricorrere in via amministrativa, in pratica potrebbero chiedere i danni. Un'eventualità sulla quale l'esecutivo lascia più di una porta aperta, restando però ferma la decisione di procedere con un nuovo appalto.
Questo è l'ultimo atto di una vicenda che prende le mosse dal ricorso presentato nel novembre 2005 dall'associazione temporanea di imprese composta dalle società 'Vitali Spa" e S.a.s Srl", che a termine dell'espletamento della procedura di gara si era vista assegnare un punteggio finale di 61,650 contro quello della vincitrice, altra associazione temporanea di imprese.
Ai rilievi dei ricorrenti, l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici aveva risposto avanzando alcune osservazioni alla Provincia con richiesta di chiarimento. Il punto più controverso sembrava essere quello relativo alla relazione geologica.
«La 'Sclavi"-'Edilstrade" - aveva evidenziato la ricorrente - anzichè predisporre autonomamente la relazione geologica, ha prodotto, come parte del progetto esecutivo solo 'sondaggi geognostici", per di più appartenenti, a quanto parrebbe dalla intestazione di ciascuna pagina degli stessi, all'ufficio 'Ripartizione geologica" della stessa Provincia di Pavia, atti che non facevano parte dei documenti messi a disposizione dei concorrenti». La Provincia ha fornito risposte sull'argomento all'Autorità, tra le quali il principio secondo cui «nel caso di specie si è ritenuto che non fossero indispensabili la relazione geologica, nè altre relazioni, per determinare le scelte progettuali esecutive, ritenendo risolte tali questioni specialistiche con l'analisi dell'esito dei risultati geognostici eseguiti dalla Provincia». Risposte che a quanto pare l'Autorità non ha ritenuto convincenti.