Ufficio traffico, indagato un imprenditore

PAVIA. I carabinieri hanno interrogato un imprenditore edile di Padova alla presenza del suo difensore. Questa è la novità più recente, e concreta, nell'indagine sull'Ufficio traffico. L'uomo sarebbe indagato per turbativa d'asta. Ma a voler proseguire sul crinale della concretezza occorre stare sempre più attenti. Sin dalle prime battute, infatti, voci e sussurri si sono rincorsi. Dal tintinnare delle manette, mai scattate, alla notifica di avvisi di garanzia, mai recapitati. Almeno sino ad ora. Forse è per diradare i dubbi che il sindaco avrebbe avuto un incontro con la Procura.
L'imprenditore veneto è titolare di una delle aziende che, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2005, si sono aggiudicate i lavori per la realizzazione della segnaletica nel Comune di Pavia. Assistito dall'avvocato Ferdinando Bonon, l'uomo è stato sentito dai carabinieri in merito ai rapporti intrattenuti, in passato, con i vertici dell'ufficio traffico. Il contenuto dell'interrogatorio è per ora segreto, come lo è quello del titolare dell'impresa che, negli ultimi anni, ha fornito gli impianti semaforici all'amministrazione di palazzo Mezzabarba. L'azienda veneta era stata chiamata in causa dal funzionario che, con la sua querela, ha dato l'avvio a tutta questa vicenda. Secondo il suo racconto, avrebbe eseguito alcuni lavori sempre inerenti la segnaletica e sarebbe stata, per tali lavori, regolarmente pagata. «Tale ditta - scrisse il funzionario - risultava essere tuttavia sconosciuta a qualunque persona in servizio presso l'Ufficio traffico e che manteneva rapporti con le ditte per motivi connessi allo svolgimento dei lavori oggetto d'appalto». Un particolare sul quale gli investigatori si devono essere soffermati.
Il corso delle indagini deve tenere conto dell'inevitabile avvicendarsi del Pm. La dottoressa Luisa Rossi, infatti, è in congedo per maternità da alcuni giorni e dovrebbe restarvi almeno sino a settembre. Il fascicolo dovrà essere riassegnato, e voci di corridoio indicano nella dottoressa Stefania Di Tullio il sostituto che riceverà le carte. Proprio per avere lumi circa l'eventuale durata dell'indagine, il sindaco avrebbe avuto nei giorni scorsi contatti ufficiosi con la Procura della Repubblica. Ovviamente non sarebbe entrata nel merito degli accertamenti, ma pare abbia fatto presenti le difficoltà di tipo organizzativo che l'indagine porta all'Ufficio. Ieri, intanto, si è nuovamente diffusa la voce secondo la quale sei delle persone interessate dall'indagine sarebbero state raggiunte da un avviso di garanzia. Voce che, però, non ha trovato alcuna conferma. Le novità, invece, vanno registrate su un altro fronte. L'autore del dossier di quindici pagine nelle quali si riassumono i presunti comportamenti illeciti negli uffici di via Correnti sarebbe stato querelato per diffamazione da una delle persone citate. Il particolare potrebbe rivelarsi rilevante, perchè questo muterebbe la 'veste giuridica" di chi ha scritto il dossier: da testimone a imputato in un procedimento connesso. Le sue dichiarazioni, in tal caso, avrebbero bisogno di ulteriori riscontri esterni. E questo nonostante le quindici pagine indirizzate al direttore generale, al sindaco e alla responsabile della rappresentanza sindacale unitaria siano fitte fitte di ricostruzioni, nomi di persone, e soprattutto accuse. Il documento, già in occasione di uno degli ultimi consigli comunali, circolava in fotocopia sui banchi dei consiglieri comunali. La lettura del dossier svela dettagli molto interessanti. L'estensore racconta la sua esperienza in Comune, all'ufficio traffico, e la sensazione crescente di avere a che fare con procedure - a suo dire - poco trasparenti. In particolare si fa riferimento a prezzi 'gonfiati" e al ruolo insolitamente centrale del titolare di una impresa edile pavese. Ma nelle sue quindici pagine, il dipendente di palazzo Mezzabarba dimostra di essere anche a conoscenza di alcuni dettagli relativi alle indagini. Come per smentire «che chi scrive è solo un folle visionario che lancia accuse destinate a sgonfiarsi come bolle di sapone».