Debito sotto il Pil nel 2011
ROMA.Sarà nel 2011 che l'Italia avrà finalmente un debito pubblico meno grande della ricchezza che produce ogni anno: 99,7% del Pil. Lo dice il Dpef, un Documento di programmazione economica e finanziaria che per la prima volta è stato redatto con previsioni quinquennali invece che triennali. «Numeri reali», avverte il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. Che aggiunge: «Sul debito si potrebbe anche fare meglio utilizzando le privatizzazioni. Nel Dpef c'è una pagina dedicata a questo argomento, ma non ci sono indicazioni precise perché non ne abbiamo avute in eredità dal precedente governo».
Vediamoli allora i «numeri reali» del primo Dpef targato Padoa-Schioppa, a partire da quelli della crescita del Prodotto interno lordo. Sarà l'1,5% quest'anno, ma solo l'1,2% il prossimo. Tornerà all'1,5% nel 2008 e poi con incrementi annuali arriverà fino all'1,7% nel 2010 per mantenersi cosi anche nell'ultimo anno di legislatura di questo governo.
«Le previsioni di crescita - prova a scherzare Padoa-Schioppa - sono difficili, un po' come quelle meteo. I fattori che le influenzano sono molti, ma i nostri modelli economici sono rigorosi».
Avanzo primario.Il dato che più attira l'attenzione nella tabella del Dpef è quello dell'avanzo primario. Già quest'anno potrebbe essercene uno dello 0,5%, ma dal 2007 in poi il governo stima di riportarlo su livelli compatibili con l'obiettivo di abbattimento del debito. 2,1% nel 2007, 2,7% il successivo anno, e poi su, fino al 4,9% del 2011.
Deficit in discesa.Quell'anno, se le previsioni del governo sono azzeccate e se le misure economiche avranno avuto effetto, il rapporto deficit-Pil che quest'anno dovrebbe chiudere al 4% e il prossimo tornare al 2,8%, sarà allo 0,1% e il tasso di disoccupazione sarà passato dall'attuale 7,6% al 6,7.
Impegni e slittamenti.«Il governo mantiene invariati gli impegni presi con l'Unione europea» sul rientro sotto il 3% nel 2007, riservandosi tuttavia «di valutare con precisione il percorso di rientro in relazione al profilo temporale degli effetti strutturali delle misure che verranno adottate».
Concertazione.Nel Dpef non sono indicate le misure con cui il governo intende ottenere i 35 miliardi della prossima Finanziaria. «Ci sono incontri continui, la concertazione va avanti - dice il ministro dell'Economia - non abbiamo indicato misure per non strozzare il dibattito».
Previdenza e finestre.Ma qualche idea è già stata messa nero su bianco. Per esempio quella di intervenire sulla previdenza bloccando una delle finestre per il pensionamento. Cosi come nel pubblico impiego si punterà alla stretta sempre più rigorosa sulle consulenze esterne con il ricorso alle «professionalità» interne delle amministrazioni. Professionalità che potrebbero essere affinate con corsi di qualificazione soprattutto sotto il profilo informatico.
Riaprono i concorsi.Altro obiettivo del governo potrebbe essere quello di riaprire i concorsi nel settore pubblico con lo scopo di attirare, soprattutto nel campo della ricerca, nuove forze, e quello di sanare la situazione di precariato che colpisce in primo luogo i giovani.
Inflazione programmata.Al 2% nel 2007, per andare incontro alle critiche dei sindacati, ma di nuovo all'1,7%, come quest'anno nel 2008. E' l'inflazione programmata secondo il Dpef. (a.ce.)