Bush: «Provocazione i missili della Corea del Nord»
TOKYO.La Corea del Nord ha compiuto una serie di esperimenti missilistici aprendo una grave crisi internazionale che ha subito suscitato reazioni e proteste. Pur essendo stata ripetutamente ammonita anche da antichi alleati come la Cina, Pyongyang ha proceduto al lancio di almeno sette ordigni. Secondo altre fonti i missili testati sono undici, ma ciò che conta è che fra essi ve ne è anche uno balistico intercontinentale. E' il primo vettore del genere messo a punto dalla Corea del Nord, ma fonti americane hanno indicato che l'esperimento è sostanzialmente fallito: il missile, cui era attribuita una possibile gittata di oltre 6.000 chilometri, non risulta essere andato più lontano degli altri missili, caduti nel mar del Giappone a qualche centinaio di chilometri a nordovest dell'isola nipponica di Hokkaido. Il governo giapponese si è subito riunito e ha messo in allerta il Paese. Gli Stati Uniti non vogliono che la crisi dei missili con la Corea del Nord sfoci in un confronto bilaterale tra Washington e Pyongyang: ne discutono al Consiglio di Sicurezza dell'Onu dove Cina e Russia frenano l'adozione di una risoluzione di condanna della Corea del Nord; e insistono perché Pyongyang torni al tavolo dei negoziati a sei (le due Coree, Usa, Cina, Russia e Giappone), abbandonato nel novembre scorso. Per il presidente George W. Bush, i missili sono «una provocazione e una sfida alla comunità internazionale». Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha espresso «profonda preoccupazione» per i test missilistici.