Mercato, i segnali del boom

ROMA.Dopo l'impennata di maggio (+49%) legata allo sciopero delle bisarche che aveva penalizzato il corrispondente mese del 2005, a giugno le immatricolazioni tornano giù (-12,6% a 206.794 unità), mentre il gruppo Fiat Auto si attesta in controtendenza con un progresso dell'1,7% a 63.238 vetture e una quota di mercato al 30,6%, ovvero per il sesto mese consecutivo oltre il 30%. Anche il forte calo delle immatricolazioni di giugno, però, non va letto in chiave negativa, poichè si tratta di dati distorti, influenzati questa volta dalla fine dello sciopero delle bisarche a maggio di un anno fa, che ha gonfiato le consegne del mese successivo. Visto in quest'ottica il calo risulta inferiore al previsto e infatti la buona salute del mercato è confermata da un primo semestre che evidenzia un incremento delle immatricolazioni del 7,9%: il trend migliore dal 1998, come sottolinea l'Anfia. Il Lingotto sottolinea che il 30,6% di quota segnato a giugno determina una crescita di 4,3 punti percentuali rispetto al giugno 2005, e che «nei primi sei mesi dell'anno la quota di Fiat Auto è sempre stata superiore al 30%, con una media del 30,7%. Rispetto allo stesso periodo dell' anno scorso, la quota è aumentata di 3 punti percentuali, ed i volumi del 19,7%». A trainare i risultati del settore è il marchio Fiat, che in giugno ha ottenuto il 23,1% di quota, 4,1 punti percentuali in più rispetto al giugno 2005. Le vetture vendute nel mese sono state quasi 48 mila (+6,1%). Complessivamente, nei primi sei mesi dell'anno sono state quasi 308 mila le Fiat immatricolate (+24,5%) e la quota è stata del 23,2%: 3,1 punti percentuali in più rispetto all'anno scorso. Al primo posto della classifica delle vetture più vendute è sempre la Fiat Punto, con il 28,2% di quota nel segmento B, seguita dalla Fiat Panda (con il 45,9% di quota nel segmento A). In particolare, la raccolta degli ordini per Fiat Grande Punto ha raggiunto, dal lancio a oggi, quota 305 mila. Quasi tutte in flessione le vendite di giugno delle case estere che hanno consegnato un totale di 143.425 autovetture. Prima in classifica, si attesta il marchio Opel, con 15.579 immatricolazioni (-22,29%), seguito da Ford a 14.623 unità (-10,15%) e da Toyota-Lexus a 14.446 consegne (-9,74%). Al quarto posto si insedia il marchio Volkswagen (-21,9% e 12.193 immatricolazioni), seguito da Renault (-30,7% a 11.750 unità), Citroen (-18,94% a 9.917) e Peugeot (-5,28% a 9.019). Tra le tedesche di lusso, la più venduta è stata la Bmw (-18,75% a 7.453), seguita da Mercedes (-1,1% a 7.161) e da Audi (-17,57% a 5.206). Mentre tra le orientali, la Honda si evidenzia (2.217 immatricolazioni a +9,54%) come uno dei pochi brand in controtendenza rispetto al mercato, insieme alla Land Rover (+6,98% a 858) e alla Suzuki (+2,73% a 2.637). Il mercato italiano, secondo il Centro studi Promotor «si conferma il più dinamico in Europa» e sulla base di questi elementi conferma, per ora, la sua previsione di 2,330 milioni di immatricolazioni per l'intero 2006. Ma questa cifra potrebbe essere rivista al rialzo nei prossimi mesi «se entro ottobre la Corte di Giustizia Europea condannasse l'Italia ad aumentare consistentemente la detraibilità dell'Iva sugli acquisti di autovetture degli operatori economici». In questo caso, il Csp stima un impatto sul mercato di circa 100 mila nuove immatricolazioni. Anche per l'Unrae, «se non ci saranno interventi fiscali penalizzanti, le immatricolazioni potranno raggiungere per fine anno i 2,3 milioni di unità».