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ROMA.La Juventus accetterebbe di andare in serie B con una penalizzazione. La clamorosa ammissione arriva direttamente dal suo legale, l'avvocato torinese Cesare Zaccone, al termine dell'appassionata difesa del club bianconero. La notizia era nell'aria. A Torino, in ambienti vicini alla famiglia Agnelli, si era detto che in caso di condanna alla serie B, la società non avrebbe presentato ricorso.
Insomma, avrebbe accettato il verdetto e avrebbe radunato tecnici e giocatori per ripartire con l'operazione simpatia. Si vedrà.
Ieri al processo sportivo la giornata è stata tutta dedicata alle difese. L'avvocato Zaccone ha parlato per ultimo. «Una pena accettabile - ha detto - sarebbe la serie B con punti di penalizzazione». La platea di giornalisti è rimasta quasi incredula. Per la prima volta un difensore ammette la colpa e chiede, ai giudici, soltanto uno sconto rispetto alla richiesta del procuratore Palazzi (serie C e 6 punti di penalizzazione). «La Juventus - spiega il legale - chiede di essere accusata solo per la responsabilità oggettiva e non diretta. Neghiamo la responsabilità diretta perchè Moggi non è mai stato un legale rappresentante della società». Va ricordato che, per il codice di giustizia sportiva, c'è responsabilità diretta quando a commettere violazioni sono i dirigenti e c'è responsabilità oggettiva quando vengono chiamati in causa altri tesserati. Ora sarà la Corte federale a dire qual era il ruolo di Moggi in società che, fino alle dimissioni, è stato direttore generale della Juventus. Il problema è questo: il direttore generale è un dirigente oppure no? Il procuratore Palazzi interviene per dire che oggi (o domani) produrrà la documentazione circa il titolo di responsabilità derivante dal ruolo di Moggi.
A stanare l'avvocato Zaccone, va detto, è l'abilissimo presidente Ruperto che, con le buone maniere, 'costringe" il legale a quantificare la pena. «La serie B», ammette, spaesato, l'avvocato.
Per tutto il pomeriggio era intervenuto l'avvocato Luigi Chiappero, legale di Antonio Giraudo.
Ha cercato di dimostrare che Giraudo può essere condannato per 'slealtà sportiva" (art. 1 del Codice sportivo) e non per illecito (art. 6, che prevede sanzioni più gravi). «Nelle telefonate - dice Chappero - non tutto deve essere preso per oro colato. spesso è chiacchiera e va preso con beneficio di inventario». Il processo riprende oggi.