E intanto va avanti il processo per la Gea


ROMA.Mentre allo stadio olimpico va in onda il processo a calciopoli, a poche centinaia di metri di distanza la procura di Roma continua la sua inchiesta sulla Gea World. Ieri ultima tornata di interrogatori prima della pausa estiva.
Di fronte ai pubblici ministeri Luca Palamara e Maria Cristina Palaia si sono presentati il centrocampista della Juventus Emanuele Blasi e l'ex patron della Parmalat Calisto Tanzi, la cui figlia fu tra i «rampolli illustri» che diedero vita alla società che poi lasciò ben prima che venisse travolta dalla tempesta giudiziaria.
Per Blasi si è trattato del suo secondo incontro con i magistrati. Il calciatore era stato infatti ascoltato una prima volta il 22 maggio scorso, ma dopo tre ore il suo interrogatorio era stato sospeso inseguito a una serie di discordanze che sarebbero emerse durante la sua deposizione. Per questo i magistrati avevano deciso di concedere a Blasi un periodo di tempo per riflettere sulle risposte da dare. Ieri l'incontro sembra essere andato in maniera migliore rispetto al precedente.
«E' stato più sereno», ha detto il giocatore. «La volta scorsa ero intimorito perché non sono abituato a interrogatori di questo tipo. Ho fatto un po' di confusione ma ora mi sono rinfrancato e ho dato le giuste risposte. Ho parlato dei miei rapporti con la Gea e il verbale del mio interrogatorio è stato finalmente chiuso».
Blasi è considerati dagli inquirenti un testimone importante per capire le presunte pressioni esercitate dalla Gea per l'acquisizione di procure sportive.
Stando infatti a quanto scritto nel loro rapporto dai carabinieri di Roma, che hanno indagato per conto della procura di Napoli, nel 2004 il calciatore revocò la sua rappresentanza alla Gea scegliendo come nuovo procuratore Stefano Antonelli.
In seguito a questa decisione, secondo l'accusa il calciatore sarebbe stato sottoposto a pressioni perché ci ripensasse.
«Pressioni che - scrivono i carabinieri - non avrebbero escluso la possibilità di precludere al calciatore di vedersi convocato in nazionale». Una circostanza che sarebbe stata smentita ieri da Blasi. «Non ho mai subito alcuna pressione per passare alla Gea», ha detto il calciatore al termine del colloquio con i magistrati.
Subito dopo è stata la volta di Calisto Tanzi. L'ex patron della Parmalat e del Parma non ha però voluto rilasciare dichiarazioni. L'unica eccezione l'ha fatta per commentare la nazionale: «Sono orgoglioso di questa squadra - ha spiegato - perché in essa ci sono tre miei ex giocatori, Buffon, Cannavaro e Gilardino».

Carlo Rosso