Fischi all'inno e Prodi ci resta male

DORTMUND. Romano Prodi è in tribuna autorità, accanto al cancelliere tedesco Angela Merkel, che l'ha invitato ad assistere alla semifinale del Mondiale. Lo speaker annuncia l'esecuzione dell'inno di Mameli, e dal ribollente «catino» di Dortmund partono le prime salve di fischi. Prodi canta l'inno, insieme al Ct, ai giocatori azzurri e ai cinquemila tifosi che assistono alla partita. Il clima è incandescente, e i fischi continuano. Come avverrà del resto durante tutta la partita. Ma il nostro capo di governo ci resta male, e fa buon viso a cattivo... stile.
Non è un bell'inizio, per la sfida che vale la finalissima. Ricorda episodi del passato, i fischi di un'altra semifinale, Italia-Argentina al San Paolo di Napoli, nel Mondiale 1990. Maradona non gradi, quando i tifosi italiani fischiarono l'inno della sua Nazionale.
Il saluto.Romano Prodi è arrivato al Westfalenstadion di Dortmund quaranta minuti prima della partita, accogliendo l'invito che era stato formulato dal cancelliere tedesco nell'incontro bilaterale di Berlino. Poco dopo ha fatto ingresso nello stadio Angela Merkel, che ha salutato molto cordialmente il presidente del Consiglio scambiando un bacio ed una lunga stretta di mano.
Il presidente.«Bravi per tutto quello che avete fatto finora, e un caloroso in bocca al lupo». Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto manifestare il suo tifo e la sua vicinanza alla Nazionale. Il Capo dello Stato ha telefonato al Ct Marcello Lippi prima della partita, complimentandosi e sottolineando come in ogni caso gli azzurri abbiano fatto molto bene al Mondiale, dimostrando bravura ed attaccamento alla Nazionale. «Da parte nostra - ha commentato il capodelegazione Giancarlo Abete - gli abbiamo espresso l'auspicio che possa raggiungerci a Berlino», per la finale.
In tribuna.Al Westfalenstadion, per assistere alla semifinale tra azzurri e tedeschi, c'erano anche Giovanna Melandri, ministro per lo Sport e le Politiche giovanili, il presidente del Coni Gianni Petrucci ed il commissario straordinario della Federcalcio, Guido Rossi.
Amato e Schaeuble.A Berlino, poche ore prima della partita, i ministri dell'Interno italiano e tedesco, Giuliano Amato e Wolfgang Schaeuble, hanno firmato un accordo sulla collaborazione tra le polizie europee. Un meccanismo che è entrato in funzione anche in occasione dei Mondiali: agenti italiani sono presenti nelle città che ospitano le partite della Nazionale. Parlando della semifinale, Amato ha sottolineato le speranze dell'Italia. «Possiamo vincere. Le speranze ci sono, con la Germania abbiamo precedenti in entrambi i sensi». Schaeuble ha ringraziato l'Italia per la collaborazione. Il lavoro comune è iniziato dal primo incontro degli azzurri e ha portato al monitoraggio di 60mila tifosi italiani.
La sicurezza.A Dortmund c'erano 35 poliziotti italiani, tra esperti del Dipartimento della Pubblica sicurezza e della polizia di prevenzione. Del pool fanno parte 8 «spotter», poliziotti specializzati nel controllare le tifoserie violente. Sono stati proprio loro ad occuparsi dei tifosi considerati più a rischio, come quelli di alcune zone del Nord Est e della Lombardia, sin dalla loro partenza dall'Italia.