Il doppio colpo della Voghera che produce
VOGHERA. Doppio colpo della Voghera che produce. Mentre il gruppo Valvitalia prosegue la sua crescita, con l'apertura di una nuova divisione - e conseguenti prospettive di aumento del fatturato e del numero di addetti - l'Idreco conquista una maxicommessa da 60 milioni di euro per la realizzazione di impianti di trattamento dell'acqua che consentiranno di trasformare in un giardino una fetta di deserto libico grande quanto l'Italia. Due operazioni di segno e portata diversi, ma che danno comunque il senso di una realtà economica locale che non significa solo crisi, ma anche vitalità e dinamismo.
A soli quattro anni dalla nascita, Valvitalia continua la sua espansione. Il gruppo industriale fondato e diretto da Salvatore Ruggeri mette a segno un altro colpo, con la nascita della divisione impianti della consociata Tecnoforge di Castelsangiovanni (acquisita nel dicembre 2004 dall'americana Carlyle), in grado di realizzare impianti completi come trappole di lancio, stazioni di riduzione e misura, filtri, scambiatori di calore e altre apparecchiature per il settore petrolifero.
Un'operazione resa possibile dalle tecnologie provenienti dalla «consorella» Tormene di Padova (altro gioiello di famiglia) e dalla diretta esperienza del proprio personale, che consentirà un'ulteriore crescita del fatturato annuo e del numero di addetti di Tecnoforge, che già oggi è di circa trecento unità per i due stabilimenti di Castelsangiovanni e di Arena.
Quanto a Idreco, è in prima fila nel gigantesco piano voluto fortemente dal presidente Gheddafi, che punta a rendere coltivabile e abitabile una larga fetta di deserto, da strappare letteralmente a sabbia e siccità. La società di via Nenni sta realizzando impianti per il trattamento delle acque del grande pozzo di Tazebro, località a 850 chilometri a sud di Bengasi per trasformare il sogno in realtà.