Il Pollini cerca l'alternativa ai doppi turni
MORTARA. «I fondi per una nuova sede del Pollini non ci sono. Allora perchè la Provincia non vende il terreno che ha a didisposizione dietro l'istituto Einaudi per acquistare l'ex riseria Binaschi, che si affaccia su via Marsala?». Il preside Alberto Henin lancia questa proposta, avendo la certezza che l'istituto Pollini sarà costretto a fare i doppi turni, almeno per la prima parte del prossimo anno scolastico. E' questo infatti il risultato di un recente ncontro tra il preside dell'istituto mortarese Alberto Henin e l'assessore provinciale Dario Invernizzi.
Con i tempi attuali, non ci sono alternative a questa soluzione che ormai appare inevitabile. L'incontro ha preso atto dell'impegno della Provincia, che però non può evitare che gli studenti della scuola subiscano le conseguenze del ritardo nell'assegnazione dell'appalto, per la sistemazione delle aule all'ex Sant'Ambrogio.
«L'assessore mi ha assicurato che farà di tutto per sbloccare la situazione - spiega Henin - ma purtroppo non si può fare altro che attendere l'assegnazione dell'appalto. Ci vorrà un altro mese, cercando poi di allestire il cantiere entro settembre. Mi impegnerò con le famiglie perchè capiscano la situazione della scuola». Il preside lancia poi un'altra proposta, relativa ad una sistemazione definitiva del Pollini: l'acquisto dell'ex riseria Binaschi.
«Sarebbe una soluzione opportuna per l'istituto, che in alternativa potrebbe anche puntare su più aule al sant'Ambrogio, non disperdendo ulteriormente le varie sedi».
Intanto dal Comune, che si è speso come mediatore per la questione del Sant'Ambrogio, arriva la notizia che entro qualche mese arriverà alla scuola la richiesta ufficiale di liberare le aule al pian terreno delle elementari. «Da tempo abbiamo bisogno di più spazi per la scuola primaria - spiega l'assessore Pinuccia Delù - siamo sempre andati incontro alle esigenze del Pollini, lasciando nella sua disponibilità una decina di aule in quell'ala. Ora però sono necessarie per le elementari. Già dal prossimo anno infatti alcune classi dovranno usufruire del servizio mensa rimanendo in classe, e questo non è giusto. Quindi al più presto invieremo una lettera alla scuola, per chiedere di liberarle». (s.m.)