I farmacisti: «La riforma non va»
PAVIA. La riforma firmata dal Governo Prodi, ossia il decreto sulla competitività, fa calare il gelo tra i farmacisti pavesi. E' il presidente dell'Ordine di Pavia, Roberto Braschi, a manifestare contrarietà. «Anche se prima di pronunciarmi nel merito - spiega - intendo valutare la possibilità di un dialogo costruttivo con la politica per riaprire il confronto interrotto».
«Nutriamo perplessità sul comportamento del governo con cui abbiamo aperto un dialogo di confronto: cinque giorni fa anche il sottoscritto si trovava da Livia Turco per parlare del problema. Poi, insospettabilmente, il governo ha assunto la decisione».
In pratica, punto che riguarda da vicino i farmacisti, si è deciso che qualsiasi negozio o supermercato sarà libero di vendere i farmaci da banco o da automedicazione, ossia i farmaci che non richiedono una prescrizione medica e che oggi rappresentano il 10% dei prodotti venduti. I farmaci da banco dovranno essere venduti da un farmacista ed esposti in un'area del negozio distinta dalle altre. La libera vendita può produrre un calo dei prezzi, e anche per questo il governo autorizza i negozianti a praticare sconti anche oltre la soglia massima, oggi consentita, del 20%. Sono invece vietate forme di concorrenza sleale, come accade per le vendite sotto costo. Inoltre il decreto del governo prevede che il farmacista possa avere più farmacie ed esercitare la sua attività anche oltre i confini indicati dalla pianta organica della Provincia. Infine potrà svolgere sia attività al dettaglio che all'ingrosso, e la riforma cancella la legge che lascia all'erede di un farmacista la titolarità di una farmacia, per molti anni, senza essere laureato e iscritto all'albo.
«Sono convintissimo del fatto che i farmacisti siano vicini ai consumatori, per cui l'atteggiamento del governo non è comprensibile - sottolinea Braschi - Venerdi eravamo in riunione a Milano per esaminare queste problematiche e siamo stati raggiunti dalla notizia in modo inatteso».
«Il nostro servizio è molto apprezzato dai cittadini - prosegue il presidente dell'Ordine di Pavia - La farmacia è uno dei servizi più usufruibili e graditi dall'utenza. E il gradimento è in crescita. Il sistema farmacia italiano è uno dei migliori al mondo, ma con questa riforma viene scardinato. Sto pensando ai colleghi che lavorano e sono a disposizione della gente tutto l'anno, Natale compreso, svolgendo il loro compito con dedizione». «Nel 1937 sono stati aboliti gli ordini professionali - conclude Braschi - La prima legge che i padri della Repubblica hanno introdotto nel 1946 è stata la ricostituzione degli stessi».