L'Inghilterra vuole la rivincita

GELSENKIRCHEN.Proclami alla nazione, ricordi, superstizioni, religione, libri di psicologia e triangoli di candele. Nel quarto di finale fra Inghilterra e Portogallo c'è un po' di tutto, ed è il passato che ritorna. Quarant'anni dopo quella semifinale che fece piangere Eusebio, inconsolabile dopo la partita che promosse i padroni di casa alla finale di Wembley, e i portoghesi comunque al miglior risultato della storia, c'è un'altra sfida che mette in palio una fetta di Mondiale. Arriva due anni dopo quella che gli inglesi non hanno ancora digerito: erano ancora i quarti di finale, di Euro 2004, e la Nazionale di casa, sostengono a Londra, venne aiutata in modo sfacciato dall'arbitro svizzero Meier. Ma c'è da ricordare anche il modo assai rude con cui i difensori di Scolari trattarono Wayne Rooney. L'attaccante inglese fino a quel momento era la stella dell'Europeo, per fermarlo l'unico modo era farlo fuori, e infatti il centrale lusitano Jorge Andrade gli spaccò un piede. «Quello fu il punto di svolta - ricorda Steven Gerrard - Tuttora sono certo che con Wayne in campo avremmo vinto, visto che si tratta di un attaccante fantastico, ed era in uno stato di grazia. Lui non ha dimenticato quell'episodio e tirerà fuori la sua rabbia». Alla fine si andò ai rigori, e il portiere Ricardo senti 'le voci dentro" e pregò la Madonna di Fatima che, raccontò il giorno dopo, gli aveva detto di togliersi guanti e parare. Cosi bloccò il tiro dal dischetto di Vassell, poi andò a realizzare quello decisivo. Ora Ricardo si ritrova davanti le stesse facce, compresa quella di David Beckham. Scolari vuole la semifinale. «Non sono un allenatore bugiardo - dice alla vigilia - di quelli che dicono che vogliono vincere con il bel gioco. A me interessa solo il risultato, e chiedo al popolo portoghese di credere in noi. Mettetevi tutti davanti a una radio o una televisione, pensate positivo e, se potete, tenetevi per mano: ci trasmetterete il vostro fluido. I miei sanno che questa partita è una delle più importanti della storia del calcio portoghese, e non vogliono perdere quest'occasione. Non posso e non devo chiedere loro più di quanto stanno dando. Gioca Cristiano Ronaldo? Non lo so, cosi come non ho ancora scelto con chi sostituire Deco e Costinha». Considerazioni che non scuotono più di tanto Sven Goran Eriksson, «perchè questa non è una sfida tra me e Scolari, e poi io non sono superstizioso». Ecco perchè 'Svengo" non fa proclami, a differenza del collega. «Sono come sempre - dice lo svedese - Io so solo che l'Inghilterra è una squadra migliore del Portogallo, e ho molta più fiducia rispetto all'ultimo Mondiale. Mai come adesso continuo a credere che possiamo vincere il titolo, e ciò anche se finora non abbiamo giocato bene». Di nuovo Figo contro Beckham, e Eriksson con Scolari, Ricardo che prega e Lampard che prende la mira, visto che finora al Mondiale non ha mai segnato ed è guarito dai problemi fisici che ne avevano messo in dubbio la presenza. Inghilterra-Portogallo è tutta da vedere: nello stadio con il tetto chiuso di Gelsenkirchen c'è in palio un posto nella storia di questo Mondiale.
Inghilterra(4-4-1-1): 1 Robinson; 2 Neville, 5 Ferdinand, 6 Terry, 3 A. Cole; 16 Hargreaves, 7 Beckham, 8 Lampard, 11 J. Cole; 4 Gerrard; 9 Rooney. All. Eriksson.
Portogallo(4-2-3-1): 1 Ricardo; 13 Miguel, 5 Fernando Meira, 16 Ricardo Carvalho, 14 Nuno Valente; 8 Petit, 18 Maniche; 17 Cristiano Ronaldo, 7 Figo, 11 Simao; 9 Pauleta. All. Scolari.
Arbitro:Horacio Elizondo (Argentina).