Rimpasto, una settimana di fuoco per decidere la nuova maggioranza
PAVIA.Una settimana di fuoco. Mentre continuano a girare le indiscrezioni legate al rimpasto di giunta e alle varie 'poltroncine" da occupare nelle istituzioni, si susseguono freneticamente anche le riunioni dei partiti. Rifondazione, che mercoledi riunirà il direttivo, deve fare i conti con una crisi interna che ha pochi precedenti. Sul dilemma 'assessorato si, assessorato no" si allarga la divisione tra coloro che vorrebbero un posto al sole 'in ogni caso", con qualunque tipo di delega, e quelli che invece pongono delle condizioni alle nomine. «Un partito allo sbando», lo definiscono in molti «che non sa che pesci pigliare». Corteggiato dal sindaco e dalla giunta, non esita a porre veti, come è accaduto nel caso della holding di Linea Group, che fanno tremare la maggioranza. A Cremona, diversamente, il comportamento di Rifondazione (nonostante la posizione assunta a livello regionale) è stata di votare a favore dell'ipotesi, chiedendo in cambio la promessa di far restare pubblico il ciclo idrico.
Ma qual è la ragione di questa difficoltà? «E' che tutte le teste pensanti sono state elette in Parlamento - si sente dire nel partito -. E poi a livello di circolo ognuno fa quello che vuole, difficile dare indicazioni ferree su come amministrare una città».
Di questo ed altro si discuterà mercoledi. «E' necessario ricomporre la spaccatura - dice Pasquale Di Tomaso -. A Pavia nel nostro piccolo abbiamo fatto una campagna elettorale a cui mi attengo. La questione dell'assessorato, che va discussa insieme alle nomine negli enti, è legata ai principi che in quel momento abbiamo portato avanti, quindi la questione del lavoro e dell'occupazione. Se invece dovesse essere fatte delle forzature, ci adegueremo di conseguenza».
E poi c'è l'Udeur, che sta attuando da tempo tentativi di avvicinamento, ma la cui entrata in maggioranza non è ben vista da Rifondazione. La Margherita, dal canto suo, ha invece sostenuto, anche attraverso lettere inviate ai Ds, un coinvolgimento in maggioranza del partito. Diverso il caso di Rifondazione. Il sindaco (che non ha mai nascosto la sua propensione a coinvolgere il Prc) ha più volte ribadito che per l'offerta del'assessorato è necessario il sostegno anche del consigliere Pasquale Di Tomaso.
Infine, la vicenda Adavastro, su cui Rifondazione è particolarmente critica: «Personalmente non mi soddisfa, e per diverse ragioni - è il commento di Di Tomaso -. Non ha fatto molto, durante il suo mandato, per la questione del lavoro e della Necchi. E poi non c'è scritto da nessuna parte che a governare l'Asm debba essere per forza un politico. Potrebbe essere un tecnico. E comunque la maggioranza non è formata solo da Margherita e Ds». (m. fio.)