Una battaglia avviata 2 anni fa tra ricorsi, accuse e polemiche

PIEVE PORTO MORONE.Una battaglia, fatta di scontri durissimi. La lunga marcia per la conquista della presidenza del consorzio è partita due anni fa, con le prime contestazioni alle maxi-bollette emesse dal Villoresi. E poi ricorsi, accuse, e alla fine la decisione che sembrava la più azzardata: conquistare i vertici dell'ente per portare avanti i cambiamenti dall'interno. Poi, la clamorosa affermazione dei candidati della zona, dopo che le liste, in un ultimo colpo di coda del vecchio direttivo, erano state escluse. Poi riammesse, a furor di popolo. Il Pavese conquista addirittura la metà dei posti a disposizione. L'ex presidente del Villoresi, Mario Vigo, resta escluso.
Vittoria su tutta la linea. Ma quando il successo sembra dietro l'angolo, l'improvvisa spaccatura dopo la prima fumata nera sul nome del presidente.
Sfuma quello che sembrava scontato, cioè Bagarotti. A fatica, i dissidi rientrano. E alla fine, la presidenza per la Bassa arriva ugualmente, con la scelta caduta sul nome di Alessandro Capelli, agricoltore di Badia Pavese. (g.s.)