La Coldiretti è in lutto per Spairani


MONTEBELLO. Non un semplice agricoltore ma un vero imprenditore agricolo moderno, che lavorava con entusiasmo e passione: cosi i colleghi ricordano Fabrizio Spairani, morto in un incidente stradale verificatosi martedi, verso le 15, tra Pieve Porto Morone e Santa Cristina.
Il funerale di Spairani non è stato ancora fissato. Solo oggi, quando dovrebbe arrivare il nulla osta da parte dell'autorità giudiziaria, l'impresa Bontempo e Fortunati di Casteggio potrà organizzare le esequie, che a questo punto avverranno domani o sabato. Spairani lascia la moglie e una figlia studentessa universitria. Intanto la scomparsa di Fabrizio Spairani ha destato grande dolore e costernazione nel paese di Montebello e tra i colleghi agricoltori dell'Oltrepo occidentale, che lo conoscevano bene per il suo impegno a favore della categoria. Spairani, infatti, era presidente della sezione di Montebello della Coldiretti, ma era stato anche vicepresidente provinciale dal 1996 al 1998. Tra i suoi incarichi anche quello di dirigente della Coldiretti in seno all'associazione bieticoltori, dal 1995 al 2000. Fabrizio Spairani aveva due aziende agricole: una a Montebello, dove abitava, e una a Pontecurone. A Montebello coltivava ortaggi a pieno campo, soprattutto pomodoro, cipolla e cereali; a Pontecurone coltivava invece pomodori e barbabietole da zucchero. «Lo conoscevo molto bene - ricorda Giuseppe Ghezzi, presidente provinciale della Coldiretti - Non avevamo solo rapporti di lavoro, ma anche di amicizia. La sua morte improvvisa è stata un colpo durissimo, per tutti noi. L'ho incontrato un paio di giorni prima dell'incidente: aveva un carattere molto allegro, gioviale. Fabrizio era sempre disponibile, sempre attivo, con mille idee per il suo lavoro in testa, ma era anche un padre esemplare. Era entrato nella Coldiretti da ragazzo, nel movimento giovanile, per poi arrivare ai vertici provinciali. Ha dedicato 28 anni della sua vita alla nostra sigla di categoria: è una grande perdita. Fabrizio era un imprenditore moderno, completo, entusiasta, che sapeva guardare al mercato più di molti altri. Lo aveva dimostrato l'anno scorso, avviando una nuova attività per ottimizzare la sua produzione di pomodori. Aveva allestito un piccolo laboratorio dove trasformava parte della produzione di pomodori direttamente in salsa. Vendeva i barattoli e le bottiglie perlopiù al dettaglio, commercializzandoli con un suo marchio. Ma era un generoso, non si risparmiava: e cosi nel tempo libero faceva anche conserve e mrmellate con la frutta che gli portavano gli altri associati della Coldiretti. Era un imprenditore agricolo illuminato, che lavorava più per la passione che per il guadagno». D'accordo anche il dirigente delle relazioni esterne, Claudio Milani. «Per me era un caro amico - afferma - Fabrizio era una persona dalle molteplici attività, si dava da fare con entusiasmo in tutto. Il suo piccolo laboratorio per la produzione di salsa di pomodoro era passato in breve tempo dalle poche decine di vasetti ai 10 mila. Recentemente aveva pensato di dedicarsi anche alla produzione di fitosanitari, con una passione incredibile. Ho saputo dell'incidente poche ore dopo: un amico comune mi ha telefonato e mi ha comunicato la notizia. E' stato uno shock».

Paolo Fizzarotti