Mezzanese, mancavano i soldi
MEZZANA BIGLI. «E' venuto a mancare l'apporto di alcuni importanti sponsor e per la mia famiglia è diventato impossibile proseguire da sola in questa avventura». Il presidente Ludovico Veggetti spiega cosi il fallimento della Mezzanese. Il club, nato nel 1958, da pochi giorni ha cessato di esistere dopo aver ceduto il proprio titolo sportivo alla Stradellina, che sostituisce l'Oltrepo.
Per diverse settimane le voci si sono rincorse ed ora è lo stesso Veggetti a motivare la sparizione del club da lui presieduto: «Abbiamo dovuto fare i conti con una crisi di carattere economico - spiega - e non potendo più sostenere da soli le spese siamo stati costretti a chiudere l'attività. Si è trattato solo di un problema finanziario. Le motivazioni per andare avanti c'erano ed abbiamo anche cercato di reperire nuovi aiuti. Nessuno però si è fatto avanti e cosi abbiamo deciso di cedere il titolo sportivo. L'ipotesi di una fusione vera e propria invece non ci interessava e non l'abbiamo mai presa in considerazione». La Mezzanese nel corso della sua storia, durata quasi mezzo secolo, ha toccato come picco massimo l'Eccellenza (dove militava appena tre anni fa). La stagione che si è appena conclusa invece l'ha vista piazzarsi a centro classifica in Promozione, annoverando parecchi giocatori importanti per la categoria: «Abbiamo disputato buoni campionati negli ultimi anni - prosegue Veggetti - purtroppo però ora è tutto finito. I primi ad essere dispiaciuti sono i membri della mia famiglia, con mio zio Paolo Dallera che era entrato in società nel 1980 dopo l'uscita di scena di mio nonno Luigi Dallera e tuttora era presidente onorario. Svolgeva ancora un ruolo attivo sul piano organizzativo mentre io mi occupavo più che altro della gestione della prima squadra. Purtroppo però da soli non potevamo andare avanti». A livello federale però la Mezzanese si è appena fusa con l'Oltrepo, dando vita alla Stradellina. Una mossa che consente ai dirigenti biancorossi di possedere ancora i cartellini dei giocatori di proprietà, che si sarebbero svincolati in caso di fallimento. Si tratta dei difensori Ardiani e Gatti, dei centrocampisti Loffredo e Luigi Mazza e degli attaccanti Francesco Mazza e Losi. Questi elementi potrebbero anche essere lasciati dai proprietari della Mezzanese alla Stradellina. Il neonato sodalizio però pare abbia nel mirino soprattutto due giocatori proprietari del loro cartellino che militavano l'anno scorso nella società lomellina: il portiere Di Poce e il centrocampista Bocchio. (m.l)