Riflettori su Grazia Deledda
PAVIA.Successo di pubblico per il seminario di studi su «Grazia Deledda a ottant'anni dal Premio Nobel per la Letteratura» che s'è tenuto nell salone Teresiano della biblioteca universitaria per iniziativa del circolo culturale sardo «Logudoro» che ha fruito della collaborazione della Fasi (federazione delle 68 associazioni sarde in Italia) della Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato del lavoro, della biblioteca universitaria e della provincia di Pavia.
Ai numerosi presenti hanno rivolto i saluti Cesare Repossi, a nome della direttrice della biblioteca Maria Letizia Sebastiani, il rettore dell'Università, Angiolino Stella, il presidente del «Logudoro» Gesuino Piga e il presidente della Fasi, Tonino Mulas.
Clelia Martignoni, docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea nell'Università di Pavia ha fornito puntuali elementi di informazione e di giudizio relativi alle maggiori opere della Deledda disegnando un preciso profilo critico della grande scrittrice sarda.
Giovannapaola Soriga, dottoranda in Letterature Comparate dell'Università di Roma 3, ha trattato il tema «Sardegna come Itaca» analizzando la rappresentazione dell'isola che viene data dalla Deledda nel romanzo «Cenere»; Gianluca Bavagnoli, Università di Pavia - Rcs Mediagroup, laureato con una tesi sulla metafora nella poesia sarda del Novecento, ha utilizzato tre parole-chiave - metafora, divinità e archetipo - per spiegare come Grazia Deledda nel raffigurare la Sardegna sia passata dal descrittivismo alla ricerca del mito.
La relazione svolta dallo scrittore Flavio Soriga, particolarmente originale già nel titolo «Grace and me: un sogno letterario» ha entusiasmato la platea che si è sentita piacevolmente sommersa da un fiume di parole governato dall'autore con creativa capacità artistica ma anche con sicura padronanza del linguaggio comunicativo di tipo teatrale.
Paolo Pulina, vicepresidente del «Logudoro» si è occupato dei giudizi negativi sulla Deledda espressi in una tesi discussa nel novembre 1951 presso l'Università di Pavia dal ghislieriano Giancarlo Buzzi che ha accolto l'invito a presentarsi a Pavia nel prossimo mese di ottobre per un confronto in cui si potrà verificare se l'autore ha rivisto le sue discutibili tesi anti-deleddiane di 50 anni fa.