Pavia, la squadra che verrà

PAVIA. Il mercato del Pavia attraversa una fase di stallo. L'arrivo di nuovi giocatori è subordinato infatti alla partenza di quelli che sono in organico, ma non rientrano più nei piani. Il club ha intenzione di ringiovanire l'organico e l'impasse di questi giorni non ha certo mutato i programmi. Per il momento si muove poco ma è forte la sensazione che le prime cessioni azioneranno un movimento a catena destinato a cambiare in poche settimane il volto della squadra. E' probabile però che il Pavia vada in ritiro intorno al 20 di luglio con molti giocatori destinati a trasferirsi. I colpi più importanti potrebbero essere messi a segno solo ad agosto inoltrato. Intanto in questa fase anche il direttore tecnico Moreno Zocchi si gode qualche giorno di vacanza. Il suo cellulare però resta acceso, in attesa di ricevere l'ok per perfezionare alcune trattative già ben avviate.
Zocchi, come procede il mercato del Pavia?
«A rilento. Noi abbiamo 15 giocatori in rosa e prima di comprare dobbiamo cedere. In entrata per ora siamo impegnati nella sostituzione di chi se ne è già andato per fine prestito o svincolo».
Dunque il loro posto non verrà preso solamente da giocatori Berretti, come ha dichiarato il dg Calisti?
«Non abbiamo abbastanza ragazzi pronti per la C1. Però in effetti in sostituzione di un paio di partenti verranno aggregati alla prima squadra Giuliani e Acerbi, due giovani su cui avevano messo gli occhi rispettivamente Inter e Sampdoria. D'ora in poi daremo più spazio ai prodotti del vivaio, che sta dando ottimi frutti sotto la guida del responsabile Donato Troiano».
Perché nessuno vuole i vostri giocatori che avete messo sul mercato?
«E' un problema complessivo. Per ora si muove tutto a rilento perché molte società hanno altre priorità, come perfezionare le iscrizioni».
Non vi sono arrivate offerte neppure per le punte Veronese e Chianese?
«Su questi due attaccanti circolano tante voci ma non ci sono proposte concrete. Solo il Cesena si è fatto avanti per Veronese, ma non c'è ancora una trattativa».
E' dispiaciuto per Calzi?
«Nessuno è insostituibile. D'ora in poi devo imparare ad essere un po' meno romantico quando tratto con i giocatori. Se uno vuole partire è giusto lasciarlo andare».
Potrebbe tornare Ciullo?
«Al momento no perché abbiamo in rosa tre attaccanti. Ho solo sondato la disponibilità di Francesco e gli ho chiesto se possibile di aspettare a prendere una decisione. Non so però se potrà farlo».
C'è un elemento fra i non confermati sul quale si sentirebbe di scommettere?
«Farina. Due anni fa era il miglior giocatore della Primavera del Milan. Poi ha avuto degli infortuni, non riuscendo in seguito a trovare spazio da noi, ma sono convinto che sia giusto insistere».
Crede in una possibile resurrezione di Tarantino?
«Prima di sbilanciarmi voglio parlargli per capire quale sia la sua reale disponibilità a continuare a fare grandi sacrifici per giocare».
Il compito che le è stato assegnato di ringiovanire la rosa è il più arduo da quanto è direttore tecnico?
«No. La cosa più difficile è stata tre anni fa passare nel giro di un mese dal campo alla scrivania. Accetto ora questa sfida con entusiasmo, sapendo che sarà difficile riuscire a rimanere altamente competitivi con una squadra dall'età media molto più bassa. Però possiamo riuscirci».
Ai tifosi delusi cosa si sente di dire?
«Anch'io dopo l'eliminazione dai play off per qualche giorno sono stato depresso. La fine di un ciclo mi rendeva triste. Poi però ho voltato pagina e li invito a fare la stessa cosa. I giocatori vanno e vengono ma per il bene del Pavia la cosa davvero fondamentale è che i Calisti restino al comando. La loro presenza è garanzia di serietà».
Michele Lanati