Azzurri pronti a regolare il conto con Hiddink


KAISERSLAUTERN. Rien ne va plus. Dalle 17 di questa sera non ci sarà più spazio per i ripensamenti. La pallina del Mondiale girerà veloce sul prato del Fritz Walter Stadion e non concederà rivincite. Rotolerà in uno stadio che si annuncia strapieno e farà felice uno solo dei due giocatori. Si fermerà sull'azzurro o sul giallo? Il colpo vale l'accesso nell'élite del pallone e forse qualcosa di più.
Per l'Italia il passaggio ai quarti avrebbe il sapore dolce della rivincita dopo le vicende di Calciopoli e le critiche, in parte esagerate, della stampa internazionale. Gli azzurri lo sanno, ma sanno anche che il loro compito non sarà facile. L'Australia è arrivata ai Mondiali vincendo la lotteria del rigori contro l'Uruguay ed è cresciuta, partita dopo partita, fino a mettere in difficoltà il Brasile di Kakà e Ronaldinho. Gioca un calcio aggressivo e veloce e ha dalla sua il vantaggio di non aver nulla da perdere. Comunque vada, ha già fatto più del suo dovere. E se dovesse battere l'Italia, firmerebbe la pagina più bella della sua storia. Ecco perchè Lippi non si fida e vive la vigilia con un'insolita ansia. Cerca di mascherarla ma esplode in sala-stampa, quando i giornalisti insistono con le domande sulla formazione. «Non voglio dare vantaggi agli avversari - è sbottato - Sapete che la formazione rimarrà segreta fino a domani (oggi, ndr)». Un nervosismo esagerato, anche perchè la squadra è sembrata, invece, serena.
Gli azzurri si sono allenati in un clima surreale: un caldo torrido per la prima mezz'ora (con il termometro che ha sfiorato i 35 gradi) e un mezzo fortunale nel finale. Hanno corso con buona lena e hanno chiuso la seduta con una partitella in famiglia. Il Ct ha schierato da una parte la difesa titolare con Cannavaro e Materazzi centrali, Zambrotta a destra e Grosso a sinistra. A centrocampo ha sistemato Pirlo, Gattuso e Camoranesi (che, però, difficilmente troverà un posto in squadra dall'inizio). Totti, Toni e Gilardino hanno vestito la pettorina arancione delle riserve, ma è chiaro che la mossa è servita solo per provare il trio d'attacco contro una difesa più dura.
La scelta sembra avvalorare l'ipotesi di un ritorno alla formazione vista al debutto contro il Ghana. Un «4-3-1-2» che chiede un piccolo sacrificio al centrocampo ma dà maggior peso all'attacco. Se il modulo sarà questo, è difficile credere all'impiego di Camoranesi, mentre è più probabile l'utilizzo di Perrotta. In attacco si tornerà alle due punte, con Totti pronto a inserirsi. Gilardino è sicuro di giocare (sta bene e ha già fatto un gol), mentre la seconda maglia è in ballottaggio tra Toni e Iaquinta. Il viola sembra in pole position, anche se Lippi ha ormai abituato tutti alle sorprese. Cosi non si può escludere che il Ct decida invece di mandare in campo la squadra vista contro la Repubblica Ceca. Una formazione più prudente, con Gilardino affiancato da Totti e quattro centrocampisti. In questo caso Camoranesi troverebbe una maglia a discapito di Toni (o Iaquinta).
Qualunque sia la decisione, una cosa è sicura: oggi l'Italia non potrà fare calcoli. Per passare il turno non ci sono altre scorciatoie che la vittoria. E per vincere - per dirla alla Lippi - «non basterà solo indovinare la formazione, ma bisognerà buttare in campo volontà, convinzione e un pizzico di fortuna». Proprio quella che serve perchè la pallina si fermi sull'azzurro.

dall'inviato Antonio Ledà