Juventus, i tifosi sono fedeli


PAVIA. Serie A con penalizzazione, retrocessione in B o in C. Il futuro della Juventus non è mai stato cosi incerto. E l'ansia, tra i tifosi, cresce. A capo del club bianconero di Pavia - tra i più antichi d'Italia essendo stato fondato nel 1963 - Maurizio Vitali, che non nasconde la sua perplessità dinanzi alla possibilità che la Vecchia Signora retroceda: «Credo si debba affrontare questo grave scandalo con un approccio nuovo: spedire la Juve e le altre squadre deferite in B sarebbe un grave danno sia per il campionato Cadetto, che si ritroverebbe a fare i conti con realtà decisamente più forti, sia per la serie A, dove la farebbero da padrone l'Inter e la Roma». Prosegue il presidente del club bianconero: «Piuttosto si lasci la Juve in A con un fortissima penalizzazione, anche di 40-45 punti, cosi da impedirle sia di vincere lo scudetto sia di qualificarsi per la Champions. E comunque vada a finire, saremo sempre orgogliosi di più di cento anni di storia: il primo luglio andremo a Torino per manifestare a favore della maglia». Secondo Vitali ci saranno almeno cinquecento pavesi. Il 35,85% dei lettori del nostro giornale vuole la Juve in A con una penalizzazione, l'1,89% in B e il 62,26% in C.
Vitali non nasconde il rammarico per l'intera vicenda: «Di sicuro la Juventus non è l'unica squadra a dover pagare per quello che è accaduto. Oggi si ha la sensazione che sia stata presa di mira la società più importante per dare una lezione a tutto il mondo del calcio. Insomma, sono convinto che certo malcostume fosse molto più diffuso di quello che emerge dall'indagine». Una condanna senza appello per il mondo del calcio, quindi? «La parte più pulita restano i giocatori e le partite, i valori che si vedono in campo, sporco è il sottobosco che gira attorno al mondo del calcio ed è li, infatti, che bisogna fare una bella pulizia». Dice ancora il presidente del club bianconero di Pavia, in carica dal 1990: «In ogni caso se c'è da andare in serie B, andremo in B: la maglia e l'orgoglio di essere juventini non saranno minimamente intaccati dalla retrocessione. A Torino, sabato 1º luglio, considerato che gli abbonamenti in provincia di Pavia sono un migliaio, penso che ci possano essere cinquecento pavesi». Quanto alla panchina, Vitali auspica l'arrivo di un vero juventino: «Deschamps potrebbe andare bene, cosi come potrebbero andare bene Vialli, Conte o Ciro Ferrara». Capitolo giocatori: «Devono rimanere le bandiere, Del Piero innanzi tutto, ma anche Cannavaro e Mutu. E poi bisogna ripartire dai tanti giovani che la Juve ha prestato in giro come Palladino».
Tanti i soci anche del club bianconero di Stradella, il più grande dell'Oltrepo: 185. Il presidente Giovanni Visentini non ama i giri di parole: «Quando si sbaglia è giusto pagare e credo che l'anno prossimo la Juve dovrà ripartire dalla serie B. Non mi interessa che rimanga uno come Capello, che è una banderuola, ma giocatori rappresentativi come Del Piero voglio che restino: ecco credo si debba ripartire da uno come Alex. Certo la retrocessione in B sarà un danno economico anche per i club: le partite si giocano al sabato, sarà più difficile organizzare i pullman per andare a Torino». Ma il danno più grosso è a livello psicologico: «Noi tifosi bianconeri ci siamo rimasti davvero male: che certi personaggi non fossero un esempio di virtù sportiva era più di un sospetto, ma nessuno immaginava a che punto si fosse arrivati. Per tutti coloro che amano la Juventus è stata una bastonata, una bella botta. Ma ci riprenderemo, noi e la società».

Pier Angelo Vincenzi