Calcio malato, ma la Nazionale tira sempre


DUISBURG.«È l'Italia degli uomini veri», garantisce Buffon. «Macché, sapete vincere solo facendo catenaccio...» strillano i giornali tedeschi. La Nazionale di Lippi non sarà una gran bellezza, ma gli italiani la seguono con attenzione. La sfida con la Repubblica Ceca non è arrivata al numero di telespettatori della partita d'esordio con il Ghana, che però si giocava di sera, ma ha fatto quasi il pieno di share. Giovedi pomeriggio trequarti delle tv (ma la punta massima ha sfiorato l'80%) erano sintonizzate su Raiuno, per ammirare le parate di Buffon e la prodezza di Materazzi. Quasi 16 milioni di italiani davanti ai televisori: esattamente 15.832.000, share del 78,15%. Il calcio è in mezzo ai guai, ma la maglia azzurra è sempre un richiamo fortissimo. Insomma, l'entusiasmo c'è, anche se il gioco dell'Italia fatica a decollare.
Il tema centrale resta Francesco Totti. Anche contro la Repubblica Ceca è apparso lontano dalla forma migliore. È riuscito a dare un contributo solo nella ripresa, quando gli avversari, rimasti in dieci, gli hanno concesso più spazio. Ma finché è stato sotto pressione, ha commesso molti errori e perso tanti palloni. Il dibattito è aperto, ma la sensazione è che Lippi non tornerà indietro. Ha impostato il Mondiale aspettando il ritorno di Totti, ed anche ad Amburgo, piuttosto che lasciarlo fuori, ha preferito cambiare il modulo e sacrificare al «4-3-2-1» Luca Toni, l'attaccante rimasto più nell'ombra nelle prime due partite. Si va avanti cosi, insomma. A meno di clamorosi ribaltoni, anche lunedi a Kaiserslautern (dove gli azzurri giocheranno in maglia bianca) ci saranno Totti e il tridente, più o meno anomalo.
Non ci sarà invece (a meno di recuperi-lampo) Alessandro Nesta, alle prese da settimane con un problema agli adduttori. Tutto è cominciato in un Messina-Milan di campionato, e la fine del percorso ancora non si vede. Solo l'ecografia che è in programma oggi darà indicazioni precise sui tempi di recupero, ma c'è il rischio che salti anche l'eventuale quarto di finale. Chi invece può tornare a sperare in uno spicchio di Mondiale è Daniele De Rossi. La Fifa ha tenuto conto della sua lettera di scuse per la gomitata a McBride e ha deciso di ridurre la punizione di una giornata. Cosi rimarrà fermo per quattro turni (il primo l'ha già saltato ad Amburgo) e in teoria potrebbe tornare in campo per la finale.
Ma è ancora troppo presto per guardare a Berlino. Meglio non lasciarsi distrarre dai calcoli su calendari o avversarie futuribili. Un calendario c'è già, ed è quello degli ottavi di finale. Guardare troppo in là può essere pericoloso, come insegna la sofferta prova con gli Stati Uniti. L'Italia deve pensare a lunedi. All'Australia di Aloisi, Grella e Bresciano. Ai «Socceroos» allenati da Guus Hiddink, il tecnico che quattro anni fa, alla guida della Corea del Sud, ha eliminato gli azzurri al golden gol. Ci riproverà anche stavolta, questo è sicuro. Com'è sicuro - anzi, sicurissimo - che la Nazionale vorrà riscattare quella cocente eliminazione. Il primo messaggio, chiarissimo, arriva da Marco Materazzi, «uomo del match» contro i cechi. «Non può andare bene sempre a lui - assicura il difensore goleador - E per noi reincontrarlo avrà un sapore particolare. Ci sarà una grande voglia di rivincita».

dall'inviato Stefano Angeli