«Ora qualcuno sarà contento»

MILANO. Dal 'pissi pissi bau bau" alle dimissioni è passato un mese e mezzo. Era l'11 maggio scorso e i giornali pubblicavano le intercettazioni delle telefonate di Moggi, Bergamo e Pairetto. Non solo, c'erano anche le telefonate (molte) di Leonardo Meani, tesserato dell'A.C. Milan con l'incarico di 'addetto agli arbitri". E Galliani, presidente della Lega Calcio, che cosa fa? Se ne esce con queste parole: «Vedo solo tanti pissi pissi bau bau». Il suo era un tentativo di gettare acqua sul fuoco, di minimizzare. Lo aveva fatto tante volte. L'altra sera, invece, la valanga di 'calciopoli" ha travolto anche lui. E' stato deferito per violazione dell'articolo 1, il primo e più semplice degli articoli del codice di giustizia sportiva, quello che chiede ai tesserati di «comportarsi secondo i principi di lealtà». Galliani si difenderà al processo la prossima settimana a Roma.
Intanto si vanta di essere «se non l'unico, uno dei pochissimi fra i deferiti della giustizia sportiva a non essere fra gli indagati della procura di Napoli». «Mi è sembrato giusto e corretto dimettermi, per senso di responabilità e per rispetto verso la giustizia sportiva. Però mi dimetto - dice il presidente della Lega - e il giorno dopo leggo che voglio fare la secessione». Galliani si riferisce ad alcuni articoli di quotidiani e a voci che si rincorrono nei mercati finanziari. Parlano di un Milan che, se retrocesso, sarebbe pronto a spaccare la Lega Calcio, a organizzare un campionato di A2, con altre squadre di blasone retrocesse (in primis la Juve) e con squadre straniere disposte a giocare dei mega tornei. Il tutto, naturalmente, trasmesso dalle reti televisive di Mediaset che farebbero arrivare il necessario supporto economico. D'accordo, siamo al Fantacalcio, e Galliani ieri ha decisamente smentito ipotesi del genere. «Che faccio? - dice ai cronisti -. Faccio la secessione e gioco il campionato da solo? Confermo e mi impegno e non fare alcuna secessione. Con le mie dimissioni ho fatto felice qualcuno. Ora potrò vivere meglio».
Il 'dottore", come ama farsi chiamare, non lo dice, ma potrebbe aver alluso a Guido Rossi che, insediatosi alla Federcalcio, gli aveva chiesto «un passo indietro», anche in virtù del conflitto di interessi che vedeva Galliani con tre vestiti addosso, quello di presidente di Lega, di vicepresidente del Milan e di dirigente Fininvest (che controlla Mediaset e quindi ha interessi nel mondo delle televisioni).
Da oggi in Lega sono alla ricerca di un nuovo presidente. Intanto è all'opera il 'comitato esecutivo" con Rossella Sensi (Roma), Riccardo Garrone (Sampdoria), Massimo Cellino (Cagliari), Vincenzo Matarrese (Bari) e Maurizio Riccardi (Piacenza). Il comitato ha nominato l'avvocato Marco Janni come consulente per la stesura delle nuove norme. Janni è al lavoro ed entro il 20 luglio porterà in Lega un nuovo schema che prevede un presidente super partes e un manager esterno (lo chiedono a gran voce i presidenti dei club medio-piccoli). Fino ad allora, viste le dimissioni del presidente e di Maurizio Zamparini (Palermo) che era il vice di Galliani, a reggere le sorti della Lega potrebbe essere chiamato Cellino, quale rappresentante della Serie A. I problemi sul tappeto, per il mese di agosto, saranno tanti. Dopo le sentenze sportive si dovranno organizzare la Coppa Italia e i campionati (che partono sabato 26 agosto) con i relativi calendari. E non sembra un'impresa da poco.
G.F.