Caso-farmacia, anche il pm chiede l'assoluzione
MORTARA. Il caso scoppiato sei anni fa con un gran botto termina in sordina. Anzi, potrebbe finire nel 'flop" di una bolla che si sgonfia se il prossimo 21 settembre il tribunale di Vigevano (presidente Piero Savani, giudici a latere Maria Carla Rossi e Jacopo Blandini) accoglierà le conclusioni formulate ieri dal pubblico ministero Rosa Muscio e dai difensori nel processo che vede accusati di peculato la direttrice della farmacia comunale Carmen Bortolas, 46 anni, e i collaboratori Dario Bagliero, 42 anni, e Luisa Gervasio, 40 anni. Gli imputati erano accusati di essersi appropriati, dal 1994 al 1998, di 14 milioni di lire (poi ridotti a 10 in seguito ad una perizia contabile), risultanti dalla differenza tra incassi della farmacia e versamenti alla tesoreria.
Inoltre ai tre farmacisti si contestava di avere trattenuto gli omaggi (cioccolatini, bottiglie di olio, macchine fotografiche) offerti dalle ditte fornitrici. Ma il pm ha chiesto l'assoluzione per tutti dall'accusa di aver intascato il denaro. Per la presunta appropriazione dei gadget, invece, è stata chiesta la derubricazione da peculato al più lieve reato contravvenzionale previsto dalla legge che regola la concessione di prodotti gratuiti promozionali alle farmacie. In questo caso, il pm ha distinto la posizione di Bagliero e Gervasio da quella di Bortolas chiedendo per i primi due l'assoluzione e per la direttrice la prescrizione. Conclusioni che, se accolte. lasceranno solo polvere nell'edificio accusatorio costruito dall'inchiesta cominciata nell'aprile 1998.
Un colpo decisivo era però arrivato dalla perizia contabile, chiesta dalla difesa di Bortolas, che aveva parlato di metodo di contabilizzazione che ha lasciato spazio a margini di errore. Il parere tecnico aveva portato acqua al mulino della difesa che aveva sempre negato il peculato e parlato, tutt'al più, di errori contabili, dovuti al fatto che i professionisti in servizio alla farmacia comunale di corso Torino sono, appunto, farmacisti e non ragionieri.
«La vita della dottoressa Bortolas - ha detto l'avvocato Pietro Giorgis che con il collega Giuseppe Fiorella difende la direttrice - è stata devastata da questa vicenda. E' stata licenziata e rientegrata dopo aver vinto le cause di lavoro, ha subito perquisizioni in casa, nello studio medico del marito e persino nel suo ufficio di sindaco di Candia, mentre era in carica. In tre mesi la sua vita è crollata per accuse che non stanno in piedi». L'avvocato Graziano Lissandrin, difensore di Luisa Gervasio ha ricordato che fu la sua assistita ad attivarsi in Comune chiedendo indicazioni su come gestire la contabilità. «Non si può muovere alcun addebito ai farmacisti - ha detto il legale -. Emerge invece un quadro desolante da parte del Comune che avrebbe avuto l'obbligo di controllare e dare indicazioni». Tutti i difensori (dario Bagliero è assistito dagli avvocati Dario Casalini e Andrea Corsaro) hanno chiesto l'assoluzione con formula ampia, anche laddove il pm ha chiesto l'assoluzione con la formula che indica la vecchia insufficienza di prova. (l.g.)