Disperazione Francia: o il Togo o la catastrofe
COLONIA. Ma può il piccolo Togo preoccupare la Francia? Domenech si ispira a Napoleone ed uno che punta all'impero non può certo temere un'ex colonia. Inoltre la squadra africana è in clima di smobilitazione. Sembra il celebre Borgorosso Football Club.
Otto Pfister, tecnico non di primo pelo, vittima del mal d'Africa (da quasi vent'anni batte le piste del Continente nero) ha alimentato la sommossa dei suoi giocatori contro la Federazione del Togo, rea di non pagare premi e stipendi. Pfister si è cosi dimesso, per poi ritornare sui suoi passi.
Contro Corea del Sud e Svizzera la squadra africana ha contenuto il punteggio, ma non ha mai dato la sensazione di poter vincere. Il Togo, oltretutto, è già spacciato ed ai Bleus basterà infilare due golletti nella porta di Agassa per passare il turno. Insomma, per Trezeguet dovrebbe essere come la partitella del giovedi con la Biellese. Già, «Trezegol», il bene in liquidazione più prezioso della maxisvendita bianconera, dovrebbe finalmente giocare dal primo minuto. Finora infatti Domenech «Bonaparte» lo ha relegato in panchina, sposando un inedito modulo ad una punta che contro la Corea si stava trasformando in una Waterloo.
L'imperatore non gode della fiducia della truppa, la fanteria è stanca, il luogotenente Zidane non sarà della battaglia perchè squalificato e persino la cavalleria con Vieira ed Henry mugugna.
E allora Domenech stasera lancerà il corazziere juventino fin dal primo minuto, affidandosi a quel «4-4-2» che ha caratterizzato la sua gestione e che è un marchio di fabbrica dei campioni del mondo del 1998. E a proposito di campioni. Oggi Zinedine Zidane compie 34 anni e vuole festeggiare con una qualificazione agli ottavi per chiudere più decorosamente una carriera straordinaria.
Zinedine ha dato un'occhiata all'oroscopo: per il cancro sarà una giornata intensa, con grandi sofferenze ma con una grande gioia finale. Come dire, la Francia vincerà ma non sarà una passeggiata. La mancata qualificazione sarebbe una catastrofe. La stampa transalpina è pronta a crocifiggere Domenech, un francese che più francese non si può, esasperatamente snob, sfacciatamente presuntuoso. Persino la sua squadra finisce per giocare con la puzza sotto il naso.
Tra le grandi è quella che ha maggiormente deluso, ma forse non solo per colpa della megalomania del suo Ct. La lista consegnata alla Fifa sembra quella di una formazione iscritta ad un torneo di vecchie glorie e in una rassegna mondiale a fine stagione, con partite ogni 4 giorni e temperature particolarmente elevate, la freschezza atletica è decisiva. Per le generazione di ultratrentenni che ha regalato al suo Paese una Coppa del mondo ed un titolo europeo è la manifestazione del congedo ed i «galletti» non vogliono fare la fine dei soldati francesi di un paio di secoli fa, nella tragica campagna di Russia. Ma in Germania non nevica e Togo non è la Russia.
Togo(4-1-3-2): 16 Agassa; 5 Tchangai, 3 Abalo, 2 Nibombe, 13 Forson; 6 Aziawonou; 9 Dossevy, 23 Cherif Toure, 7 Salifou; 4 Adebayor, 17 Kader. All. Pfister.
Francia(4-4-2): 16 Barthez; 13 Silvestre, 5 Gallas, 15 Thuram, 19 Sagnol; 22 Ribery, 4 Vieira, 6 Makelele, 7 Malouda; 20 Trezeguet, 12 Henry. All. Domenech.
Arbitro: Larrionda (Uruguay).