Seconda prova: e che paura
PAVIA. Secondo round sole per la maturità. A distrarre i maturandi ci si sono messi anche i Mondiali. E dire che la seconda prova è in generale quella più temuta, quella per cui si va a scuola fino a pochi giorni prima perché spesso non si è finito il programma. Basta citare liceo classico, scientifico e tecnologico, con le rispettive materie per scatenare sudori freddi.
Perché nel tema tutto sommato si può inventare, mentre lo studio di una funzione, l'effetto fotoelettrico e una traduzione di greco non si possono improvvisare. Si può sempre copiare, ma l'imprevisto è dietro l'angolo. Economia aziendale per la maturità tecnica al Bordoni. Plutarco ha vinto sul Demostene dato per certo nei pronostici. Al liceo scientifico Copernico la prima ragazza ad uscire non ha un'espressione rilassata: Angelica Martigani, ore 12:15, allo scoccare delle tre ore obbligatorie commenta che «non era impossibile, se uno sa la matematica». Ma candidamente confessa che in matematica va maluccio, e dunque «inutile rimanere fino alla fine delle sei ore». Per fortuna che il tema è andato bene e anche sulla terza prova, nonostante il silenzio dei professori sulle materie in gioco, si sente sicura. Simone Putignano, ultimo anno di liceo tecnologico al Cardano, racconta sorridente che «rispetto alle aspettative è andato bene, l'effetto fotoelettrico esce ormai da anni, e sull'effetto joule non c'è stato nessun problema». Simone Farina, suo compagno, conferma: «Generalmente non sono molto ferrato in fisica, ma oggi è andata bene». In compenso teme «matematica nella terza prova» che da molti è data come sicura in quasi tutte le classi del tecnologico. L'unica cosa sicura sul compito multidisciplinare è che le materie sono cinque per le classi quinte del Cardano. Luca Piazza è soddisfatto ma la paura è tutta per oggi: «mi manca ancora un sacco da studiare, speriamo non esca storia». Si fanno gli scongiuri, ma è statisticamente provato che qualunque desiderio si esprima il giorno prima di un esame rischia di venire esaudito, ma al contrario. Fabio Grugni, che dice di cavarsela in fisica definisce la prova di ieri «fattibile», nonostante si aspettasse tutt'altro nelle domande. «il programma l'abbiamo finito settimana scorsa, siamo venuti a scuola apposta, ma stamattina abbiamo finito quasi tutti in meno di tre ore: poi ci siamo aspettati». Eleonora Ganini, nonostante il panico da terza prova invece non si perde la partita: «Non voglio che escano né chimica né storia, devo finire di studiare ma la nazionale si guarda, anche con i libri davanti». Mentre Jacopo Morini, che preferisce la fisica alla filosofia, non passerà il pomeriggio davanti allo schermo: un po' si studia, un po' si esce, ma senza mondiale in testa.
Anna Ghezzi