La Juventus rischia di finire in serie C
ROMA. Quattro club deferiti alla corte Federale: Milan, Juventus, Lazio e Fiorentina. Trenta soggetti implicati, nelle indagini tra designatori arbitrali, direttori di gara e guardalinee oltre, naturalmente, ai diversi dirigenti federali. Questi i nomi: Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Adriano Galliani, Leonardo Meani, Andrea Della Valle, Diego Della Valle, Sandro Mencucci, Claudio Lotito.
E poi Cosimo Maria Ferri, Franco Carraro, Innocenzo Mazzini, Tullio Lanese, Paolo Bergamo, Pierluigi Pairetto, Gennaro Mazzei, Pietro Ingargiola, Paolo Bertini, Massimo De Santis, Paolo Dondarini, Fabrizio Babini, Domenico Messina, Gianluca Paparesta, Gianluca Rocchi, Pasquale Rodomonti, Paolo Tagliavento, Claudio Puglisi.
Nello scarno comunicato ilasciato alla fine di una giornata d'attesa dalla Federcalcio nesusna indicazione indicazione sui reati commessi, (per assicurare la tutela della Privacy degli indagati), se non un blando riferimento agli articoli violati del codice di giustizia Sportiva: L'articolo 1, che fa riferimento alla slealtà sportiva e l'art. 6 responsabilità oggettiva nel condizionamento delle gare.
I legali delle persone e delle società coinvolte sono già in possesso degli atti, che saranno resi pubblici nei prossimi giorni. Dalle indiscrezioni la persona maggiormente compromessa sarebbe l'ex Presidente Franco Carraro. Per Adriano Galliani, che si è subito dimesso da presidente della Lega, violazione dell'articolo 1.
I deferimenti erano attesi già mercoledi. Ma la Figc decide che per tutelare gli azzurri in Germania, e per un accordo con la Consob, teso ad evitare spiacevoli crolli azionari, è meglio posticipare tutto di 24 ore. Parole dal Palazzo: «Avrete i deferimenti un minuto dopo il fischio finale della partita di Amburgo».
E invece la partita di Amburgo raggiunge felicemente il novantesimo e dei documenti ufficiali neanche l'ombra. Si attende che gli Azzurri siano giunti all'aeroporto, fuori dalla portata di telecamere e taccuini, per evitare a qualcuno dei 13 nazionali appartenenti alle squadre coinvolte, domande piccanti e imbarazzati commenti.
Quello che trapela dal Palazzo di Via Allegri sono solo indiscrezioni. La Juventus, il club da settimane al centro del ciclone, sarebbe la squadra più nei guai avendo violato sia l'Art. 1 che l'Art. 6, nonchè gli articoli 2 e 9 e di conseguenza rischierebbe la serie C, oltre la revoca degli scudetti 2004/05 e quello di quest'anno. Per Fiorentina e Lazio si ipotizza la violazione solo dell' Art. 6 e quindi una retrocessione in serie B. Più complicata la situazione del Milan e del suo dirigente Adriano Galliani. Per la società Rossonera si ipotizza una «semplice» violazione della Lealtà Sportiva, in riferimento ad un Milan-Chievo datato 20/04/05, il che comporterebbe una penalizzazione in termini di punti per il campionato 2006/07 e, naturalmente, l'impossibilità di partecipare alla Champions League il prossimo anno.
Ma se le accuse del suo ex responsabili degli arbitri, Leonardo Meani, che tirano in ballo direttamente la società e Galliani, fossero confermate dal processo sportivo, la situazione della società di Via Turati si potrebbe ribaltare diventando molto simile a quella dei Bianconeri.
Il Maxiprocesso sportivo avrà inizio mercoledi prossimo a Roma. La conclusione dovrebbe avvenire entro il 9 luglio, giorno della finale mondiale.
Poi sarà la volta dei ricorsi alla Commissione d'Appello Federale, che dovrà pronunciare il suoi verdetti entro il 20 luglio, in tempo per la compilazione dei calendari dei campionati 2006/07, che dovrebbe avvenire nel mese successivo. Intanto ieri Cesare Ruperto, presidente della Caf, ha rassicurato i tifosi: «Non vi preoccupate, su di noi non ci saranno pressioni», e ha comunicato la formazione del Collegio Giudicante con lui in veste di Presidente di Commissione.
Più quattro componenti: Michele lo Piano, Giuseppe Marziale, Carlo Porceddu e Mario Coppella. Un sostituto, Pierfrancesco Grossi e un rappresentante dell'Associazione Arbitri italiani, Carlo Bravi.