Giunta a dieci con sei assessori «azzurri»
VOGHERA. I tempi si restringono, i contorni si definiscono: la nuova giunta di Voghera, quella del 'dopo-rimpasto", è sempre più delineata. Giunta con dieci assessori e due nuovi ingressi, entrambi di Forza Italia, con una possibile staffetta tra i rappresentanti di Lega e Udc che si passerebbero il testimone dell'urbanistica, il settore più caldo nel bel mezzo dell'inchiesta della procura. I nomi, dunque. Innanzi tutto quello di Antonella Lottini, consigliere comunale di Forza Italia che, per entrare in giunta, avrebbe fatto pressioni quotidiane sull'assessore regionale Giancarlo Abelli.
E Abelli avrebbe già fatto la telefonata a Voghera. Antonella Lottini, quindi, dovrebbe essere il nono assessore, quello chiamato a riempire il vuoto nella giunta di Aurelio Torrianilasciato dalle dimissioni di Francesco Escoli. Escoli, però, ha lasciato la delega ai lavori pubblici che è stata accorpata all'assessorato di Elio Rosada: la Lottini dovrebbe invece avere la delega all'istruzione (pochi mesi fa tolta a Daniele Salerno, acquisita dal sindaco e poi spostata sull'assessore Paolo Beccaria), oltre a quella alla pari opportunità. L'ingresso in giunta della Lottini, comunque, non sarebbe stato salutato con urla di gioia da tutta Forza Italia: in particolare a farsi portavoce dei dubbi sull'opportunità dell'operazione sarebbe stato il capogruppo consiliare del partito, Giuseppe Gorini.
Il decimo assessore, come da indiscrezioni della prima ora, dovrebbe essere Maurizio Schiavi, anche lui di Forza Italia, destinato a ricevere la delega allo sport. Il 'gruppo d'appoggio" di Schiavi, però, rivendica anche una delega ulteriore (quella alla cultura per non lasciare niente di non detto) per dare più peso all'incarico e, soprattutto, per non dare l'impressione di entrare in giunta pur di avere l'ultimo posto disponibile. Due assessori in pectore, entrambi consiglieri comunali di Forza Italia: la manovra di fine luglio libererebbe anche due posti nell'aula del consiglio comunale. Quelli di Paolo Poratie Giuseppe Salvaneschi, entrambi molto vicini al mondo degli agricoltori. Il risultato finale della manovra sarebbe una giunta a dieci con sei assessori di Forza Italia (due più di ora), due di Alleanza nazionale, uno a testa per Lega e Udc. E un consiglio comunale con i rapporti invariati visto che i due nuovi assessori di Forza Italia sarebbero rimpiazzati da altrettanti consiglieri della stessa lista.
Questo sarà il primo scoglio da superare nella riunine degli alleati di questa sera. Il secondo (quello più aspro) sarà la redistribuzione degli incarichi.
Forza Italia, infatti, dopo la bufera sull'urbanistica vorrebbe dare un segnale di discontinuità cambiando il vertice politico del settore. In poche parole spostando Gigi Frontidal terzo piano di palazzo Gounela. E l'alternativa sarebbe già pronta: una staffetta tra Fronti e Graziano Percivalle: il primo tornerebbe al commercio (assessorato che ricopriva nella prima giunta Torriani e oggi affidato a Percivalle), il secondo andrebbe all'urbanistica mantenedendo il ruolo di vicesindaco. Passaggio delicato, non c'è che dire. Abbastanza delicato da rischiare l'incrinatura nei rapporti tra alleati. Passaggio, quindi, che per il momento è poco più di una voce che filtra per vedere l'effetto che fa (tanto per citare Jannacci) e che sarà affrontata seriamente solo nel vertice della Casa delle Libertà.