Iaquinta, paura ma niente frattura


DUISBURG. Piove sul bagnato in casa Italia. E non solo metaforicamente. Nuvoloni grigi hanno scaricato un torrente d'acqua sul campo di Duisburg. Gli azzurri avevano appena finito di lavorare e di mettere cerotti sulle ferite. L'ultimo a presentarsi in infermeria è stato Vincenzo Iaquinta.
L'attaccante dell'Udinese è scivolato durante un esercizio di riscaldamento ed è caduto all'indietro, mettendo male una mano. Il pollice ha fatto crack e il giocatore ha chiesto l'intervento del medico. La radiografia ha escluso che ci siano fratture ma il dito si è gonfiato e il dottor Castellacci ha ordinato un supplemento di analisi. Oggi Iaquinta si sottoporrà ad un'ecografia per verificare la presenza di eventuali lesioni capsulari. La prima diagnosi è comunque confortante. «Il giocatore ha riportato un forte trauma distorsivo al metacarpo del primo dito della mano sinistra - ha detto Castellacci - La radiografia ha escluso che ci siano fratture, anche se faremo ulteriori controlli. L'attaccante, comunque, dovrebbe essere in condizioni di giocare. Magari mettendo un bendaggio protettivo».
Lippi, che era a due passi al momento dell'incidente, ha tirato un sospiro di sollievo. La lista degli acciaccati, infatti, si è allungata. Anche se Perrotta ha smaltito la botta rimediata nel finale della gara con gli Usa, Totti è ancora lontano dalla condizione migliore e anche Toni appare affaticato. Per non dire di De Rossi, che non sarà disponibile dopo il 'pasticciaccio" della gomitata a Mc Bride. E che sarà 'processato" venerdi dalla Disciplinare della Fifa.
Insomma, un campo di battaglia, con il mister che si è rassegnato a far disputare una partitella a ranghi ridotti e una decina di azzurri fermi a bordo campo: Perrotta, Toni, Gilardino, Iaquinta, Pirlo, Zambrotta, Nesta, Cannavaro e Buffon. «Per giovedi saranno tutti disponibili - ha detto Castellacci - Oggi (ieri, ndr) qualcuno si è fermato solo perché aveva lavorato di più nei giorni scorsi». Il resto del gruppo ha sgambettato per due ore, con buona lena ma senza i sorrisi che avevano caratterizzato il ritorno a casa dopo la vittoria con il Ghana. Anche i tifosi, tenuti ancora una volta lontani, hanno cominciato a protestare. È partito qualche fischio e Zambrotta: dopo aver parlato coi giornalisti, si è dovuto avvicinare al cancello per firmare qualche autografo. Oggi la Nazionale si allenerà solo di pomeriggio e a porte chiuse.

dall'inviato Antonio Ledà